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Riforma pensioni 2013, non si farà a settembre: parola del ministro. Ma l’Inps chiede qualche correttivo

A settembre, ormai alle porte, non è prevista alcune riforma delle pensioni, o per meglio dire, contro riforma Fornero. Lo ha confermato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, intervenendo a margine del Meeting di Comunione e Liberazione in svolgimento a Rimini.

Dunque, gli entusiasmi di qualche settimana fa sembrano definitivamente smorzati, dopo che lo stesso titolare del dicastero succeduto al ministro della riforma pensionistica più contestata, ha confermato che le regole non cambieranno.

Il ministro non ha approfondito il discorso, ma è evidente che a bloccare una possibile riforma delle pensioni 2013 siano, da una parte le condizioni politiche su cui si trova a vivere l’esecutivo e, dall’altra, la realizzabilità tecnica di un provvedimento che occuperebbe per settimane le sedute di Consigli dei ministri, aule e Commissioni.

Come sappiamo, a settembre è in previsione un intervento sugli esodati, che, sempre a detta di Giovannini, dovrebbe assicurare una copertura per altri 20-30mila esclusi dai decreti sin qui presentati.

Il testo, sicuramente, non avrà gioco facile nell’approvazione, perchè dovrà passare l’esame dei ragionieri di Stato, soprattutto in merito alle coperture finanziarie come al solito assai scarse.

Quindi, ci sono almeno altre due urgenze che il governo e il Parlamento si troveranno ad affrontare al rientro dalla pausa estiva: da una parte, la quota di giugno dell’Imu, per ora solo rimandata e, dall’altra, il rinvio al primo ottobre dell’aumento Iva al 22%, come confermato nel decreto lavoro in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Oltre a queste, poi, sorgono altre urgenze tra cui, prima di tutte, la proroga della Cassa Integrazione fino a  fine anno, dopo che il miliardo messo a  disposizione dal governo è stato esaurito in brevissimo tempo.

Quindi, c’è la questione fondamentale, che investe da vicino la sopravvivenza stessa dell’esecutivo, e che riguarda la decadenza o meno di Silvio Berlusoni dal seggio di senatore, a seguito della condanna da parte della Cassazione nell’ambito del processo Mediaset.

In questo panorama, dunque, attendersi a breve tempo una riforma delle pensioni rappresenta un’utopia. C’è, però, la possibilità di qualche piccolo intervento di riassesto delle prestazioni previdenziali, come ha sollecitato anche il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua: in questo senso, anche i pensionati potranno trovare spazio nella già fitta agenda settembrina del governo Letta.

LeggiOggi – 23 agosto 2013 

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