Breaking news

Sei in:

Riforma pensioni 2014: ecco gli interventi nei prossimi decreti. Bonus o prelievo: le ipotesi. Ma prima tocca a esodati e Quota 96

Pensioni intatte, almeno per il momento. Le ultime misure introdotte dal governo sembrano aver risparmiato, almeno in questa fase, i redditi da pensione, dopo alcune settimane di ansia per le voci sul possibile prelievo.

L’indifferenza verso il comparto pensionistico, comunque, si è dimostrata a tutti i livelli: sia in termini di penalizzazioni che di benefici. Nessun intervento, al momento, riguarda il comparto previdenziale e, sebbene il governo si stia incagliando sul tema del lavoro, il presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha mancato di assicurare ai pensionati che non rimarranno ignorati a lungo.

“Il 2015 sarà l’anno delle pensioni” ha recentemente dichiarato il premier. Un’affermazione che, se da una parte denota l’impotenza dell’esecutivo di attuare piano di largo respiro a causa della ristrettezza delle risorse, dall’altra certifica come il welfare non sia tra le priorità di questo governo insediato da oltre due mesi, ormai.

Nel calendario del presidente del Consiglio, infatti, si trovano per il mese di maggio la riforma della pubblica amministrazione e quella della giustizia per il successivo mese di giugno. Questi, per lo meno, gli annunci. Per la seconda parte dell’anno, al momento, non risultano scadenze, ma sembra proprio che le pensioni slitteranno ancor auna volta.

Ma siamo davvero sicuri che le pensioni non saranno toccate dai prossimo interventi del governo? Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a margine della discussione sul Jobs Act,  ha rassicurato sull’assoluta inconsistenza delle voci che davano per più che probabile il ricorso al prelievo extra dalle pensioni a partire dai tremila euro lordi. Nelle settimane precedenti l’avvento del decreto, si ricorderà, era andato in scena un nient’affatto rassicurante teatrino tra esponenti della maggioranza, intenti a discutere sull’opportunità di porre la soglia di partenza dell’esborso a due o tremila euro lordi di pensione al mese.

Al momento, dunque, l’ipotesi sembra tramontata, anche se, è bene ricordarlo, il decreto sugli 80 euro che dovrebbe portare gli sgravi Irpef alla busta paga di circa 10 milioni di lavoratori dipendenti, ancora deve essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Le coperture, insomma, rimangono ancora a livello di studio, secondo le direttive del Documento di Economia e Finanza varato nei giorni scorsi.

In riferimento al decreto Irpef, non è escluso che, in sede di esame parlamentare, venga introdotto anche un bonus per i pensionati, anche se la priorità resta sempre quella di assicurare le risorse necessarie a portare a compimento lo sgravio fiscale per i redditi sotto i 25mila euro lordi. Solo in seguito si potrà ragionare di un eventuale allargamento dei beneficiari anche agli iscritti all’Inps con assegni più striminziti.

C’è, poi, come si diceva, la riforma della PA in attesa, che ha proprio nel Def, e nelle antecedenti istruzioni del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, le sue principali ispirazioni. Il varo di un provvedimento sugli esuberi, nell’ottica del ministro Marianna Madia, dovrebbe costituire lo stimolo per ringiovanire le schiere degli organici nell’amministrazione statale. In questo ambito, però, una deroga alla legge Fornero potrebbe apparire come iniqua, mentre centinaia di migliaia di esodati attendono invano il primo assegno e i Quota 96 della scuola sono ancora in balia di una legge che si è letteralmente dimenticata di loro.

Insomma, quello del decreto lavoro non è che il primo scoglio per il governo Renzi: nelle prossime settimane, con i nuovi provvedimenti da presentare, o in arrivo all’attenzione delle Camere, gli animi nella maggioranza potrebbero tornare a surriscaldarsi.

Pensioni, equiparazione donne e uomini. Le richieste della Ue, la situazione attuale e cosa potrebbe cambiare

L’Unione europea chiede da mesi all’Italia un innalzamento dell’età pensionabile per le donne per equiparare i trattamenti pensionistici. La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia proprio per la differenza degli anni di contributi necessari per il pensionamento anticipato tra uomini e donne. Dal 2014 possono presentare la domanda di pensione anticipata le donne con hanno raggiunto 41 anni e 6 mesi di contributi, mentre per gli uomini sono necessari 42 anni e 6 mesi.

Dal 2016 è previsto un ulteriore rialzo. Ma l’Ue ritiene che questa normativa violi la parità di trattamento tra i generi e chiede l’equiparazione dei trattamenti. E il presidente della Commissione Lavoro Damiano ha ribadito la necessità di rivedere la Legge Fornero sull’innalzamento dell’età pensionabile. E mentre l’Ue aspetta che il nostro paese dia risposte al richiamo ricevuto mesi fa, Damiano torna a rilanciare la sua proposta di uscita flessibile che pone a 62 anni di età e 35 anni di contributi la soglia minima per l’uscita dal lavoro.

Anche il ministro Poletti qualche giorno fa ha proposto un piano di flessibilità in uscita, che quasi ricalca il prestito pensionistico di Giovannini, spiegando:“C’è un’ipotesi di lavoro per una flessibilizzazione del pensionamento per chi perda il posto allo studio del governo. Ci sono tante imprese che sarebbero disponibili ad anticipare una buonuscita perché hanno bisogno di ricambio. Sto lavorando a un’idea molto semplice: ti manca un anno al pensionamento? Ti dò un assegno che non è la pensione fino a quando raggiungi i termini. Per questo anno la tua impresa continua a pagare i contributi previdenziali come tu fossi tornato a lavorare e l’assegno che ti ho dato un po’ me lo restituisci nei tuoi 30 anni di pensione e un po’ te lo paga lo Stato”.

LeggiOggi e Business online – 23 aprile 2014 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top