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La riforma della sanità torna in aula. Sono sempre più scarse le possibilità di trovare un’intesa sul numero delle Ulss

consveneto vLa porta non è ancora definitivamente chiusa, ma spiragli per una trattativa con l’opposizione sul numero delle Ulss ce ne sono sempre meno. È così che la maggioranza zaian-leghista che governa la Regione Veneto è decisa ad andare avanti e a licenziare questa settimana l’articolo 12, quello sul numero delle Uiss su cui l’assemblea del Ferro Fini è impantanata da settimane. Oggi ci sarà la 31. seduta del consiglio e dai conti fatti in casa leghista alla volta di giovedì sera si potrebbe approvare l’articolo 12: in discussione ci sono infatti solo 15 subemendamenti presentati dall’opposizione e anche ipotizzando un’ora e mezza, massimo due, di discussione per ciascuno, nel giro di due-tre giorni si potrebbe arrivare al voto. Non è un caso che il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti abbia convocato la seduta di domani e di giovedì (ed eventualmente di venerdì) alle 9 del mattino, quindi con quasi due ore di anticipo rispetto al consueto.

È vero che una volta approvato l’articolo 12 ce ne sono altri 10 in ballo, ma il confronto politico tra le parti verrebbe meno essendo esauriti i due argomenti più forti: Azienda Zero e riduzione delle Ulss.

Quanto agli spiragli per una possibile intesa, le possibilità sono solo due: o Zaia retrocede da 9 a 7 Ulss sacrificando Veneto orientale e Bassanese, oppure l’unico criterio concedibile dalla maggioranza all’opposizione per creare nuove Ulss (oltre alle 9 di cui sopra) è il seguente: 500mila abitanti (abbassabili dicono a 350mila) oppure 15 milioni (che potrebbero diventare 12) di presenze turistiche. Il che consentirebbe una decima Ulss in terra veronese ma non a Padova.

Al Ferro Fini raccontano che buona parte del Pd (che in campagna elettorale aveva proposto 8 Uiss) sarebbe disponibile a chiudere su dieci, se non fosse che i tosiani spingono anche per il raddoppio in terra padovana. Ed essendo pd e tosiani legatissimi, causa il sì al referendum costituzionale, la mediazione non si concretizza.

Va pure detto che anche la maggioranza ha evidenti problemi di comunicazione intema. Ieri, ad esempio, Forza Italia con Massimiliano Barison e Massimo Giorgetti, rilanciava la proposta di 11 Uiss, le 7 provinciali più le 2 di Veneto orientale e Bassanese più altre 2 a Padova e Verona con l’integrazione tra Aziende ospedaliere e territorio. Si da il caso, tuttavia, che il raddoppio padovano non convinca Palazzo Balbi. Oggi pomeriggio si torna dunque in aula con la prospettiva di approvare le 9 Ulss entro la settimana. Felice della scelta di non mediare più, il capogruppo di Siamo Veneto Antonio Guadagnini: «A questo punto non resta che affidarci agli strumenti che il regolamento ci mette a disposizione e votare la riforma con le 9 Ulss originarie».

Il Gazzettino – 4 ottobre 2016 

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