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Riforma della sanità. Oggi via al confronto politico. La maggioranza: «Discutiamo le modifiche che chiedete»

consiglio 2016 ridProve tecniche di dialogo tra maggioranza e opposizione ieri in Consiglio regionale. Dopo quattro sedute di muro contro muro le due coalizioni hanno stabilito di darsi appuntamento oggi per capire se e su quali argomenti all’interno della riforma della sanità è possibile “trattare”, cioè trovare dei punti di contatto che cambino il testo della norma nell’ottica di un miglioramento. Gli emendamenti per ora non si toccano. Restano a conferma che l’opposizione c’è ed è compatta. Sono stati i consiglieri del Pd, M5s, tosiani e Ap a mantenere il microfono acceso in tutte queste sedute. Certo, alla maggioranza il compito di garantire il numero legale. Ma l’ordine di scuderia era quello di «lasciarli parlare». Fino a ieri, poco prima delle 18, quando il capogruppo della Lega Nord, Nicola Finco, ha invitato a sospendere la discussione in aula per avviare un confronto costruttivo. La disponibilità c’è, ma si sono dati appuntamento, vista l’ora già tarda, a oggi.

A fronte di oltre 1200 emendamenti presentati e in costante crescita, ne sono arrivati al voto (tutti bocciati) 19, di cui 5 solo ieri: in media uno ogni ora e mezza di discussione. Le opposizioni hanno fatto fronte comune, ma il silenzio della maggioranza ieri stava iniziando a dare i nervi. Fin dall’inizio Pd, M5s, tosiani e Ap hanno scelto di calare il jolly, cioè la facoltà di non avere limiti di tempo alla discussione e hanno sfornato emendamenti ostruzionistici. Ma su quest’ultimo termine non si sono mai ritrovati. Lo hanno più volte dichiarato ribadendo che quello era il solo strumento a disposizione per stanare una maggioranza che altrimenti avrebbe tirato dritto e approvato una riforma che, così come presentata, non va. Di più. Marino Zorzato (Ap) ha sottolineato che «a questo comportamento si è arrivati per l’assenza di dialogo con la maggioranza tanto che anche in Commissione la prima proposta, quella presentata da Zaia, se la sono cestinata da soli. Da parte nostra non è arrivato alcun contributo». 

PUNTI E DISCUSSIONE. In realtà, ieri Alessandra Moretti, capogruppo Pd, è tornata a ribadire che le opposizioni avevano già un elenco di 10 obiettivi su cui discutere per cambiare la riforma. Simone Scarabel (M5s) in apertura di lavori ha invitato al dialogo: «Sarebbe più facile per noi votare contro perché questa legge fa schifo. Ma credo sia più giusto cercare di dare un contributo per modificare la norma verso una nostra visione». Solo che, appunto, le visioni sono diverse anche all’intemo dell’opposizione. Non solo su come si è arrivati fino a qui (il Pd la settimana scorsa aveva sostenuto che in Commissione il testo era stato modificato grazie al loro lavoro recepite le istanze dal territorio), ma anche sulla ricetta per cambiare la legge. Davanti all’elenco dei 10 punti, per esempio, Giovanna Negro (Fare!) dice chiaramente: «Noi abbiamo le nostre priorità. Primo. Serve applicare il concetto di risorse standard perché ci sono delle Ulss che sono politicamente avvantaggiate, mi riferisco a quelle Padovane e Trevigiane, rispetto ad altre. Secondo. Riduzione del ticket. Terzo. Ridurre le quote residenziali per anziani e disabili». Anche per Jacopo Berti (M5s) non si arretra e non si tratta sullo «stop ai Project financing nell’Azienda Zero; trasparenza sui soldi: in particolare la gestione sanitaria accentrata e organismi di controllo». Su questi temi la maggioranza sarà disposta a trattare? Oggi il primo test.

Cristina Giacomuzzo, dal Giornale di Vicenza – 29 giugno 2016 

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