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Rinnovi. Dirigenza medica, atto di indirizzo sotto la lente del Mef. Le richieste dei sindacati, dall’esigibilità del contratto alla Ria, dai fondi contrattuali al welfare

Dovrebbe uscire dalle secche entro una decina di giorni l’Atto di indirizzo per il rinnovo del contratto della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. A frenare ancora il comitato di settore Regioni Sanità sono i rilievi del Ministero dell’Economia su tre voci che le regioni vorrebbero includere nel nuovo contratto: recupero della Ria, inserimento dell’indennità di esclusività nel monte salari e copertura assicurativa del medico, alla luce di quanto previsto dalla legge Gelli sulla responsabilità professionale e il rischio clinico. È quanto emerso dall’incontro che si è svolto ieri a Roma tra Comitato di settore e sindacati dei camici bianchi su richiesta degli stessi sindacati.

«L’incontro è stato interlocutorio – spiega Riccardo Cassi, presidente uscente di Cimo, che in questi giorni è impegnata nel congresso elettivo a Firenze – e i sindacati hanno ribadito le loro richieste, dall’esigibilità del contratto alla Ria, dai fondi contrattuali al welfare. E si è anche chiesto a Garavaglia di non disallineare il contratto della dirigenza dal rinnovo delle convenzioni e dal rinnovo per il personale del comparto. Il Comitato di settore spera di essere alle fasi conclusive, ma serve la bollinatura del Mef su alcune misure». Il problema sono infatti le coperture finanziarie, che dovranno essere compatibili con le risorse rese disponibili nel Fondo sanitario nazionale. Un nodo tutt’altro che scontato.

Anaao: «Siamo fiduciosi, bisogna solo rispettare leggi e accordi»
Il nodo risorse è centrale anche per l’Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, ma la natura del problema resta politica: «Sappiamo che parte dei soldi necessari a dare attuazione all’accordo siglato dai confederali non ci sono – sottolinea Giuseppe Montante, vicesegretario nazionale e responsabile delle politiche contrattuali dell’Anaao – e andranno previsti nella prossima legge di bilancio. Quindi siamo in un quadro di risorse ipotetiche. Abbiamo manifestato tutta la solidarietà al presidente del Comitato di settore Massimo Garavaglia, e preso atto che siamo d’accordo su diversi punti, ma abbiamo anche ribadito che i nostri datori di lavoro sono loro, le Regioni, e quindi tocca a loro condurre la battaglia con il Governo con la dovuta determinazione. Siamo fiduciosi. Ma vanno rispettate leggi e accordi. Sperando che il Governo non voglia continuare a fare cassa con noi e che le Regioni vogliano davvero mettere in pratica quello che hanno scritto nella bozza di atto di indirizzo. Le nostre priorità restano cinque e abbiamo il coraggio di metterle sul tavolo: certezza attuativa, sicurezza clinica e organizzativa, riduzione del disagio lavorativo, nuove carriere e meritocrazia. Ora restiamo in attenta osservazione dei comportamenti e dei risultati».

Fp Cgil medici: «Sulle risorse balletto di responsabilità Regioni-Mef»
La FpCgil medici punta sulla certezza delle risorse. «Noi continuiamo a chiedere chiarezza sui finanziamenti – spiega Andrea Filippi, coordinatore dell’esecutivo nazionale Fp Cgil medici – come prima base per la discussione. Ma riteniamo che sia in atto un balletto di responsabilità tra Regioni e Mef. Garavaglia ci ha detto che tenteranno di recuperare il finanziamento per l’aumento medio previsto dall’accordo di novembre con il recupero dei soldi delle regioni a statuto speciale. Ha parlato di 608 milioni. Ma non sappiamo se questa ipotesi sia praticabile. Per noi quello che conta è che le risorse ci siano dopo otto anni di blocco contrattuale».

La seconda richiesta forte della Cgil è la valorizzazione delle professionalità. «Servono regole chiare sulle linee di carriera – conclude Filippi – alla luce della riduzione delle unità operative gestionali, bisogna fissare dei paletti sulla esigibilità dei contratti e serve una reale uniformità tra tutte le aziende, almeno sui livelli minimi della retribuzione. E poi abbiamo ribadito il nostro no a deroghe sull’orario di lavoro Ue. Vanno determinati i fabbisogni di medici e se ci sono carenze si deve assumere. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi». Accanto a queste priorità la Fp Cgil medici ha chiesto anche l’avvio di un tavolo tecnico con le regioni per incidere sull’organizzazione del lavoro e dell’assistenza nel rapporto tra convenzionati e dipendenti sul territorio.

Il Sole 24 Ore sanità – 22 settembre 2017

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