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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Notizie»Riorganizzazione del ministero della Salute: è in Gazzetta il Dpcm. Stop ai dipartimenti, arriva il segretariato generale
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    Riorganizzazione del ministero della Salute: è in Gazzetta il Dpcm. Stop ai dipartimenti, arriva il segretariato generale

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche9 Aprile 2014Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Ministero della  Salute-Sede Rm Eur-webScatta il 23 aprile la riorganizzazione del ministero della Salute: addio ai dipartimenti della sanità pubblica e dell’innovazione, della programmazione e della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare e all’ufficio generale non dipartimentale per le risorse, l’organizzazione e il bilancio. A sostituirli sarà un segretariato generale. La riorganizzazione del ministero della Salute nel Dpcm che, nel nome della spending review per tagliare la spesa, prevede la riduzione della dotazione organica del ministero. E’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 dell’8 aprile il Dpcm 11 febbraio 2014 n. 59 di riorganizzazione del ministero della Salute, che entra in vigore mercoledì 23 aprile. La riorganizzazione è stata messa in pista per dare maggiore aderenza alle specifiche esigenze di funzionalità del ministero e quindi con il principio costituzionale di buon andamento della pubblica amministrazione.

    Definendo un assetto organizzativo che risponde alla riduzione degli organici stabilita dal Dpcm 22 gennaio 2013 sulla «Rideterminazione delle dotazioni organiche del personale di alcuni ministeri, enti pubblici non economici ed enti di ricerca, in attuazione dell’articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135», e una razionalizzazione delle strutture che consentirà di migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema.

    L’introduzione della figura del segretario generale ha come obiettivo proprio una razionalizzazione delle funzioni di coordinamento delle strutture ministeriali rafforzando l’azione univoca amministrativa del ministero e risponde a tutte le prescrizioni sulla razionalizzazione della spesa, accrescimento dell’efficienza dell’azione amministrativa, riduzione del personale di supporto e centralizzazione dei servizi comuni.

    L’eliminazione delle strutture dipartimentali consente inoltre un maggiore risparmio in termini economici in relazione con la soppressione di un numero equivalente di direzioni generali.

    Il nuovo regolamento sostituirà quello attualmente in vigore, approvato con il Dpr 11 marzo 2011, n.108.

    E ora che è stato pubblicato il provvedimento si apre anche la strada per la nomina del segertario generale, che secondo la volontà del ministro Liorenzin dovrebbe essere Romano Marabelli, , attuale capo del dipartimento della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la tutela della salute.

    Il compito di Marabelli – alle dirette dipendenze del ministro – sarà di coordinare le attività delle direzioni generali, anche attraverso la convocazione della conferenza dei direttori generali per l’esame di questioni di particolare rilievo ed eventualmente di risolvere i conflitti di competenza tra le direzioni generali. Al segretario generale spetta anche il coordinamento degli interventi delle direzioni generali in caso di emergenze sanitarie internazionali delle attività di formazione del personale sanitario. Il segretario generale farà poi da raccordo con le direzioni generali per le attività delle Conferenze delle Regioni .

    Il decreto stabilisce che il Ministero della salute si articoli in 12 Direzioni generali coordinate da un Segretario generale. Si tratta, in particolare, di:

    Direzione generale della prevenzione sanitaria;

    b) Direzione generale della programmazione sanitaria;

    c) Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale;

    d) Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico;

    e) Direzione generale della ricerca e dell’innovazione in sanita’;

    f) Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure;

    g) Direzione generale della sanita’ animale e dei farmaci veterinari;

    h) Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione;

    i) Direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica;

    l) Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute;

    m) Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali;

    n) Direzione generale del personale, dell’organizzazione e del bilancio.

    Presso il Ministero opereranno il Consiglio Superiore di Sanità, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, il Comitato di supporto strategico degli istituti zooprofilattivi sperimentali e gli altri organi collegiali e organismi pervisti dal Dpr n. 44 del 28 marzo 2013. Ma ci sarà anche un Organismo indipendente di valutazione della performance e la Conferenza permanente dei direttori generali la quale formula pareri sulle questioni comuni alle attivita’ di piu’ direzioni e puo’ formulare proposte al Ministro della salute per l’emanazione di indirizzi e direttive. La conferenza si riunisce in via ordinaria almeno una volta ogni due mesi e in via straordinaria su richiesta del segretario generale o di almeno due direttori generali. La Conferenza si riunisce inoltre su richiesta del Ministro.

    L’amministrazione periferica del Ministero sarà invece articolata nei seguenti uffici di livello dirigenziale non generale, che esercitano le proprie funzioni nell’ambito delle competenze riservate allo Stato:

    a) uffici di sanita’ marittima, aerea e di frontiera e servizi territoriali di assistenza sanitaria al personale navigante e aeronavigante (USMAF-SASN);

    b) uffici veterinari per gli adempimenti comunitari e posti di ispezione frontalieri (UVAC e UVAC-PIF).

    Il Sole 24 Ore sanità e Quotidiano sanità – 9 aprile 2013 

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