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Rischia morire nell’incendio casa per cercare mettere in salvo cane

Donna sorpresa nel sonno e ricoverata in ospedale per un’intossicazione. L’animale recuperato dai vigili del fuoco

Ha rischiato di morire due volte: dapprima perchè l’incendio scoppiato nel suo appartamento l’ha sorpresa nel sonno e poi perchè, una volta svegliata dal fumo acre che ha riempito l’alloggio, le ha provate tutte per salvare il suo cane che è stato poi recuperato dai vigili del fuoco.

È accaduto ieri mattina in via Ca’ Mignola Nuova 381 a Badia Polesine (Rovigo), di fronte al distributore di carburanti della Esso, nell’appartamento al piano terreno di un condominio occupato da T.T., trentatreenne cecoslovacca, e da A.Z., trentaduenne, italiano, che al momento del fatto non era in casa.

«Poco dopo le 9.30 – spiega Enrico Gambin gestore del distributore Esso ed ex calciatore del Badia – ho visto uscire del fumo dall’appartamento del piano terra. Dalla porta è uscita una ragazza che invocava aiuto. Sono accorso subito: era disperata perchè voleva far uscire il suo cane, ma lui rifiutava di farlo. Ho anch’io tentato di farlo uscire da una finestra laterale, ma non c’è stato nulla da fare ed era impossibile entrare a causa del fumo intenso. La ragazza è tornata indietro per prendere il cane ma non ce l’ha fatta e quando è uscita ha incominciato a tossire forte e si è sentita male».

Intanto l’altra operatrice del distributore, Angelica Garavello, ha chiamato i soccorsi. «Alle 9.51 ho chiamato i vigili del fuoco e il 118. Credo che in una mezz’ora l’incendio sia stato domato». Cosa sia successo lo racconta Enrico Gambin: «La ragazza mi ha detto che stava dormendo ed è stata svegliata dal fumo che l’ha raggiunta nella camera da letto. Alzatasi ha visto che in soggiono il divano bruciava e si è preoccupata subito del cane. Non mi ha detto come il fuoco si sia sviluppato. Quando sono arrivato sul posto abbiamo avvisato tutti i condòmini del pericolo e li abbiamo fatti uscire».

La giovane cecoslovacca è stata trasportata all’ospedale San Luca di Trecenta e trattenuta per l’intossicazione provocata dal fumo sprigionato dall’imbottitura del divano che i vigili del fuoco hanno portato all’esterno dopo averlo spento. Nell’appartamento oltre al forte odore di fumo e ai muri, mobili e suppellettili anneriti, non ci sono altri segni.

Gazzettino.it – 31 Luglio 2012

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