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Rischio Veneto rosso e Calabria arancione dopo il 7 gennaio. Tornano a salire i contagi, per l’Istat il Covid causa del 9,5% dei decessi 2020.

Il Sole 24 Ore. È il Veneto in questo momento la Regione più a rischio in Italia. Al punto che non è da escludere che possa tingersi di rosso o arancione il 7 gennaio, quando torneranno operative le cosiddette fasce. Anche Liguria e Calabria però presentano dati allarmanti. È quanto emerge dall’ultimo report settimanale dell’Istituto superiore di sanità che fotografa l’andamento del virus.«L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali», segnalano gli esperti, che chiedono al Governo di «mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie».
Una esortazione che arriva proprio mentre la Germania si accinge a prorogare di altre due o tre settimane il lock down. Nel report si segnala che ci sono tre Regioni con un Rt maggiore di 1 «anche nel valore inferiore» (Veneto e Liguria sono a 1,07 e la Calabria 1,09), altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) «lo superano nel valore medio» mentre Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche «lo sfiorano». Uno scenario che «insieme alla elevata incidenza che ancora si registra in quasi tutto il territorio, desta particolare preoccupazione». Di qui l’esortazione al Governo ad applicare «le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche oltre le scadenze attuali» anche perché con questi dati il tracciamento dei casi resta impossibile.

Anche i numeri di ieri del resto non sono confortanti. Il rapporto tra tamponi e positivi è tornato a salire (9,58) e conferma che il virus circola sempre moltissimo. Cosi come alto resta il numero dei decessi giornalieri (575).Proprio ieri dal rapporto Istat sull’incidenza del Covid-19 nella mortalità in Italia è emerso che nel periodo febbraio-novembre i decessi per Covid-19 sono stati il 9,5% del totale. In valori assoluti si stimano complessivamente circa 84 mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. In particolare, durante la prima ondata dell’epidemia, tra febbraio e maggio, i decessi provocati dal Coronavirus sono stati il 13% del totale, mentre nella seconda ondata il contributo complessivo dei decessi Covid-19 è passato al 16% a livello nazionale. E non è finita. La pressione sugli ospedali resta alta anche se l’incremento dei ricoveri sia ordinari che in terapia intensiva è in calo. Molto se non tutto dipenderà dalla velocità con cui procederà la campagna di vaccinazione.

Da ieri, con l’arrivo del primo stock da 470mila dosi di Pfizer-Biontech, si comincia a fare sul serio procedendo alla somministrazione del vaccino a medici, infermieri e in generale agli operatori sanitari che, assieme agli ospiti e al personale delle Rsa, rappresentano la prima categoria da mettere al riparo. Le spedizioni continueranno con cadenza settimanale e Pfizer verrà affiancata nelle prossime settimane dall’arrivo del vaccino di Moderna che verrà autorizzato dall’Ema (e subito dopo dall’Aifa) il 6 gennaio prossimo. Pfizer e Moderna sono i due produttori che garantiranno ulteriori 24 milioni di dosi aggiuntive con le quali si pensa di compensare lo slittamento dell’arrivo del vaccino di AstraZeneca che dovrebbe assicurare 40 milioni di dosi nei prossimi 6 mesi. Proprio ieri la Gran Bretagna ne ha autorizzato la somministrazione mentre l’Ema, a cui AstraZeneca ha presentato la domanda per l’autorizzazione, ha confermato che «sono necessarie informazioni scientifiche addizionali». E di vaccino ha parlato anche Giuseppe Conte. Il premier, durante la conferenza stampa di fine anno, ha escluso l’obbligatorietà del vaccino chiedendo «a tutti uno sforzo» per compiere quello che ha definito «un atto di solidarietà verso tutta la comunità nazionale». Da oggi sarà attivo un sito web dedicato sul portale di palazzo Chigi per monitorare in tempo reale lo stato del piano vaccinale in tutta Italia. Ad oggi i vaccinati sono 9.803, oltre il 100% delle 9.750 dosi distribuite il 27 dicembre nel “Vax Day”. L’obiettivo è vaccinare la metà degli «italiani vaccinabili» entro l’estate. Per potenziare la campagna dal 2021 la somministrazione potrà avvenire anche in farmacia, ha detto il viceministro della Salute Paolo Sileri.

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