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Rischio zoonosico di Sars-CoV-2 in allevamenti visoni, un’ordinanza ministeriale interlocutoria che lascia aperti interrogativi di medicina veterinaria preventiva

L’ordinanza ministeriale 21 novembre 2020, parlando di “potenziale” impatto zoonosico, e rifacendosi in grande parte ad una impostazione precauzionale, ripercorre la vicenda visoni e Sars-CoV-2 a livello internazionale e nazionale.  In tale senso, viene aggiornato al 6 novembre il riscontro di una ulteriore positività in un animale asintomatico nell’allevamento cremonese sotto osservazione da metà agosto, in seguito ad indagine epidemiologica condotta su una persona addetta all’allevamento e clinicamente affetta da Covid 19, indagine che ha permesso di risalire all’allevamento coinvolto.

Parlando di sospetto di malattia, l’ordinanza non prescrive di fatto una sorveglianza attiva, di possibile utilità visti i casi positivi asintomatici negli animali dovuti ai passaggi ciechi del virus, in questo continuando nel solco delle precedenti note ministeriali del 14 maggio, del 21 luglio e del 9 settembre scorsi.  In caso di sospetta malattia, si prendono le misure di biosicurezza adeguate e si avvisa il Dipartimento di Prevenzione, anche per l’attivazione dell’indagine epidemiologica.  La conferma laboratoristica della malattia è a carico degli Izs, mediante tecnica molecolare RT-PCR.

Non viene specificata la necessità di sequenziazione del genoma completo e di renderla disponibile, per appurare la presenza di varianti a potenziale impatto sulla rottura di immunità e sulla parziale efficacia di anticorpi e vaccini, come prescritto nelle raccomandazioni OIE, OMS ed ECDC.

Nel rispetto del principio di precauzione, sono sospese sul territorio nazionale le attività di allevamento dei visoni, fatto salvo il mantenimento dei riproduttori fino al 28 febbraio 2021, salvo proroghe. La data del 28 febbraio sembra determinata dalla stagione riproduttiva. Il Ministero, sentite le Regioni e Province, e gli organi scientifici competenti, emanerà successive direttive sulla sorveglianza negli allevamenti, estesa anche a specie suscettibili differenti dal visone e i laboratori diagnostici dovranno comunque seguire indicazioni per il flusso informativo dei casi negli animali.

L’ordinanza segue il parere del Consiglio Superiore di Sanità, convocato in seduta straordinaria e sottolinea la opportunità della più ampia condivisone delle informazioni, in un quadro pandemico di interesse zoonosico. Non si hanno notizie delle attività del CTS, investito di due richieste di parere da parte della LAV in settembre e novembre.  Si è in attesa di disporre in libero accesso del parere del CSS, per una migliore definizione del quadro zoonosico ormai non più potenziale dato dalla malattia nei visoni, e dalla opportunità di mantenere gli allevamenti vuoti, fatti salvi i riproduttori, fino a tanto che il virus abbia prevalenze importanti sul territorio nazionale.

 

(riproduzione ammessa solo citando la fonte – testo raccolto a cura della redazione)

24 novembre 2020

 

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