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Rovigo. Troppi furti: mette il topicida nei salami. Archiviato procedimento contro anziano

Decadono le ipotesi di avvelenamento e procurato allarme. Trovati 84 insaccati in un fosso, ma lui: «Non sono i miei». Il 1° gennaio 2012 la denuncia che aveva fatto ai carabinieri di Canaro aveva sollevato un putiferio.

L’anziano del luogo, infatti, aveva varcato le porte della stazione per segnalare che ignoti gli avevano rubato i salami e gli insaccati che produce artigianalmente. Circa un centinaio di pezzi.

E, sin qui, nulla di troppo strano, dal momento che episodi del genere non sono – purtroppo – inconsueti. Ciò che aveva fatto balzare i militari sulle sedie, piuttosto, era quanto dichiarato subito dopo dall’uomo. Che aveva specificato di avere ideato, poiché non era il primo furto del genere che subiva, un antifurto tutto suo: una robusta dose di topicida iniettato in alcuni salumi a caso. Una trappola vera e propria.

L’allarme era stato girato a varie province e regioni, con la procura della Repubblica di Rovigo che aveva ipotizzato i reati di avvelenamento e procurato allarme, alternativi tra loro, a seconda che l’anziano avesse o meno detto il vero. Le ricerche, per settimane, si erano estese in varie zone del paese, per cercare di togliere dalla circolazione quella che andava sempre più assumendo i connotati di una bomba a orologeria. Una parziale svolta si era avuta verso la fine di gennaio, quando alla periferia di Ferrara, in un fosso, erano stati trovati ben 84 insaccati, abbandonati lì. Gli inquirenti avevano pensato che potesse trattarsi di quelli che erano stati presi a inizio mese dall’abitazione dell’anziano, che però non li aveva riconosciuti come prodotti da lui. Ora sulla vicenda è calato il sipario dell’archiviazione.

Cadute entrambe le ipotesi di reato. L’avvelenamento, perché non si è verificato nessun episodio di questo tipo. E il procurato allarme, dal momento che l’anziano, di fronte al magistrato inquirente, ha ribadito che il veleno lo iniettò davvero. Il giudice per le indagini preliminari, quindi, ha accolto la richiesta di archiviazione firmata dal sostituto procuratore Sabrina Duò.

Gazzettino – 13 luglio 2013 

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