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Saccomanni: “Ripresa da fine anno. Ma bisogna razionalizzare la spesa pubblica”

Lo ha detto il ministro dell’Economia alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato dove ha fatto il quadro sulle tendenze dell’economia e le prospettive di finanza pubblica. Il ministro ha commentato positivamente l’annuncio dato da Barroso di maggiore flessibilità di bilancio nel 2014 per l’Italia.

In un quadro di politica economica e finanziaria che resta comunque a tinte fosche si possono intravedere nelle prospettive di economia dei segnali di luce. A dirlo è il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato ha illustrato le linee programmatiche del ministero.

 “Il cammino da fare è molto lungo – ha riferito Saccomanni – però dei segnali sono dati dalle esportazioni che offrono segnali positivi, specie nel settore manifatturiero”. Come anche le Pmi che danno segnali di ripresa produttiva e i consumi dove “aumenta la vendita al dettaglio”.

Questi primi segnali dovrebbero dare “la ripresa dell’economia che è attesa a partire dal quarto trimestre”. Però “sui tempi e l’intensità della ripresa incideranno le misure prese dal Governo e la capacità di definire un quadro di politica economica stabile”.

Tra i principali interventi che il Mef e il suo responsabile intende mettere in campo nel tentativo di stabilizzare la situazione economico-finanziaria, tenendo presente che il debito pubblico “è prossimo al 130% del Pil”, c’è “un’accelerazione ulteriore del pagamento dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche”. Intervento “che è certamente auspicabile, innanzi tutto per il sostegno che darebbe al sistema produttivo italiano. Un provvedimento che aumentasse il plafond previsto per il 2013 – ha aggiunto Saccomanni – avrebbe anche un effetto accrescitivo sul gettito dell’Iva. Le modalità dell’operazione andranno attentamente valutate nelle prossime settimane in relazione ai progressi nell’attuazione del decreto legge 35, ai margini per il collocamento dei titoli di Stati e alla disponibilità degli intermediari creditizi di effettuare finanziamenti in alternativa ai pagamenti diretti dello Stato”.

Altro punto delicato per Saccomanni le condizioni del mercato del lavoro che secondo i dati provvisori dell’Istat, in maggio, per gli occupati, al netto dei fattori stagionali, c’è da registrare un lieve calo (-0,1%) rispetto al mese precedente; il tasso di disoccupazione, ha aggiunto, “è parallelamente aumentato di 0,2 punti percentuali, portandosi al 12,2%”.

Il ministro ha poi parlato di “ampi margini per razionalizzare la spesa, per ottenere risparmi in molti comparti, per la semplificazione degli apparati pubblici”. Saccomanni ha indicato come “l’opera di revisione della struttura della spesa è la priorità principale del Ministero dell’Economia: la condizione essenziale per poter allentare un prelievo fiscale molto elevato che grava sull’economia regolare, crea disincentivi all’offerta di lavoro e all’attività di impresa”.

L’altra faccia della medaglia dell’eccesso di pressione fiscale è rappresentato dall’evasione fiscale che, parole del ministro, “è per natura sinergica a corruzione e criminalità organizzata”. Su questo l’impegno del governo sarà nell’emersione di imponibili evasi e nel favorire l’adempimento spontaneo.

In vista da parte dell’esecutivo c’è poi anche una riforma del fisco che Saccomanni non ha esitato a definire “priorità” per l’esecutivo. “La legge delega – ha spiegato – ha tra gli obiettivi la stabilità e la certezza del sistema fiscale. Il sistema può e deve essere modificato per favorire la ripresa a partire dalla revisione sui redditi di impresa”.

Il responsabile dell’Economia nella sua relazione ha poi fatto riferimento anche alle regole del patto di stabilità che “vanno superate”, ragionando con le Regioni, le Province e i Comuni, per avviare “un processo di graduale cambiamento dei vincoli di bilancio e, nella salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica, arrivare a un superamento delle attuali regole del patto di stabilità interno”. Sarebbe, secondo Saccomanni, “auspicabile giungere a ragionare in termini di un obiettivo di bilancio uniforme per tutti gli enti, in attuazione della recente riforma che introduce il principio dell’equilibrio di bilancio in costituzione”.

Prima di concludere il ministro ha commentato come “ottima” la notizia sulla flessibilità per gli investimenti accordata dalla Ue sui conti pubblici dell’Italia. Questo ha aggiunto il ministro, “ha tolto anche un po’ di scetticismo da parte di alcuni”. E sull’ipotesi di sforamento del parametro del 3%, Saccomanni ha precisato che “non era mai stato messo in discussione, il problema sono le deviazioni temporanee. Il governo italiano raccoglie con grande soddisfazione quanto annunciato dal Presidente Barroso. Per i paesi che non sono sottoposti a una procedura di disavanzo eccessivo, la Commissione Ue consentirà deviazioni temporanee dell’obiettivo di medio termine purché dirette alla realizzazione di investimenti pubblici non ricorrenti, con un impatto certo sulle finanze pubbliche. In particolare la deviazione sarà consentita se collegata a spesa pubblica relativa a progetti cofinanziati dalla Ue nell’ambito della politica strutturale e di coesione, delle reti trans-europee e della Connecting Europe Facilitay con un effetto nel lungo termine positivo, diretto e verificabile sul bilancio”.

Quotidiano sanita – 4 luglio 2013

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