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Salgono a 160 morti per Mers in Arabia Saudita. Allarme per pellegrinaggio Mecca, giù il mercato delle carni

Oltre 500 i casi di infezione e almeno 160 le fatalità nella sola Arabia Saudita, decine sparse nella regione e per il mondo, eppure la sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers) non e’ un emergenza sanitaria globale, ha decretato l’Organizzazione mondiale della sanità.

Nonostante il virus Mers abbia un impatto letale sul 30% delle persone infettate, l’Oms, pur riconoscendo la gravita’ della sindrome, ha concluso che non ci sono prove della trasmissione da persona a persona e pertanto non puo’ essere considerata un’emergenza internazionale.

Il virus, individuato per la prima volta proprio nel regno saudita, viene trasmesso dai cammelli, una delle ragioni per cui l’epidemia e’ finora rimasta essenzialmente circoscritta alla regione medio orientale sebbene alcuni casi siano stati riconosciuti in Italia, in Olanda, negli Stati Uniti e nelle Filippine. I contraenti avevano tutti viaggiato o soggiornato nei paesi del Golfo petrolifero.

Mentre si e’ ancora alla ricerca della causa e delle modalita’ precise di trasmissione, nell’assenza di un vaccino, le autorita’ dei paesi coinvolti hanno avviato o rafforzato campagna di sensibilizzazione per arginare il contagio.

In Arabia Saudita, il paese piu’ colpito, verranno inseriti microchip in tutti i cammelli per tracciare lo sviluppo e la diffusione del virus. Il governo, a poche settimana dall’inizio del mese di Ramadan (28 giugno) e del pellegrinaggio alla Mecca, uno dei pilastri piu’ importanti dell’Islam ed eseguito collettivamente da migliaia di persone provenienti da ogni paese del mondo, ha invitato alla cautela chiedendo ai fedeli anziani o cagionevoli di salute di rinunciare al pellegrinaggio. Dal vaglio delle domande di visto gia’ nelle mani delle autorita’ saudite, una richiesta che sembra al momento essere caduto nel vuoto. Nelle scuole e sulla stampa dell’intera regione intanto si sottolinea l’indispensabilita’ di un’igiene accurata in mancanza di preacauzioni piu’ specifiche e soprattutto scientifiche.

Crolla intanto il mercato delle carni e del latte di cammello, alimenti tradizionali e pregiati della cultura della penisola arabica che avevano recentemente trovato una collocazione di nicchia anche nei mercati internazionali con proposte moderne.

Tra queste la sofisticata cioccolata al latte di cammello ma anche i sempre piu’ numerosi ristoranti per residenti e turisti che servono hamburger di quadrupedi del deserto con relativi milk-shake.

(ANSAmed) – 16 maggio 2014

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