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San Bortolo2, il progetto non decolla. Uil-Fp chiede spiegazioni

Prevista da tempo la riqualificazione della maxi area ma dal nuovo direttore generale nessun cenno sul futuro dell´ex seminario. La Uil Funzione pubblica chiede spiegazioni sui ritardi del piano Scambi: «I vicentini pagano 1,2 milioni all´anno per 30 anni»

Che fine ha fatto il seminario, o meglio il San Bortolo 2, l´ospedale-clone dall´altra parte di via Rodolfi? La questione la rilancia Claudio Scambi, segretario dell´Uilfpl, l´Uil per la funzione pubblica, che esce allo scoperto con una di quelle domande che si definiscono retoriche. «È possibile che nel passaggio di consegne fra il vecchio direttore generale Alessandri e il successore Angonese si siano dimenticati del seminario? Negli anni scorsi se ne è parlato a non finire. Alessandri aveva detto e ripetuto pubblicamente decine di volte che sarebbe diventato il polo di riferimento per gli utenti esterni in modo da liberare risorse in ospedale. Addirittura si prospettava l´ipotesi di modificare la viabilità attorno all´ospedale. Invece, ora, non ne parla più nessuno».

Scambi tocca punti sensibili: «Sono passati tre mesi dalla nomina di Angonese. Il nuovo dg ha incontrato anche noi sindacati. Ci ha parlato dei tagli da fare entro il 2013 ma anche della volontà di mantenere numero e qualità di servizi. Sul seminario, però, niente, neppure una parola. La nebbia più fitta. Una cosa sola è certa: l´affitto corre. Ma lo sanno i vicentini quanto ci costa il seminario ? Un milione 220 mila euro l´anno per 30 anni. Intanto resta quasi tutto vuoto e i lavori sono fermi da un pezzo».

Il segretario Uilfpl spezza, in effetti, il lungo e assordante silenzio che avvolge una questione vitale per l´Ulss. «Se si va avanti di questo passo è un capitale buttato dalla finestra, uno spreco enorme che grida vendetta. Quante nuove assunzioni si sarebbero potute fare ogni anno con questa montagna di soldi, mentre oggi i lavoratori del San Bortolo sono costretti a ritmi e carichi di lavoro che rischiano di compromettere la loro salute e quella dei cittadini fruitori dei servizi ? Quanti lavori si sarebbero fatti? Quante apparecchiature in più avremmo avuto ?».

Scambi spedisce una richiesta precisa verso il terzo piano della palazzina uffici dell´Ulss: «Ora qualcuno deve spiegarci che cosa vuole fare con il seminario. Non siamo più disposti a stare zitti. Fingere che il problema non esiste non ci piace». E, per finire, scaglia un altro sasso: «Ottima e condivisibile l´idea di ampliare la sera e nei giorni festivi gli orari di visite e esami ambulatoriali a vantaggio di chi ha bisogno, ma con quali risorse umane ed economiche? Non è che fra qualche tempo ci troveremo dinanzi a un altro progetto-seminario?».

In effetti è di metà dicembre del 2011 la firma davanti al notaio, da parte dell´allora dg Antonio Alessandri e del rettore del seminario don Lucio Mozzo, del contratto trentennale definitivo di affitto, con cui l´Ulss 6, pagando, appunto, 1 milione 122 mila euro l´anno, può disporre, all´interno dell´ex seminario, di un´area di 13 mila 400 metri quadrati, più altri 10 mila metri di spazi scoperti e 7 mila 290 di parcheggio per 280 posti-auto. Prima, a partire da dicembre del 2008, l´azienda versava nelle casse del seminario 450 mila euro l´anno, per cui l´esborso totale fino ad oggi si aggira sui 2 milioni e mezzo.

Sul fronte dei costi generali, invece, la spesa finale per costruire il San Bortolo 2 si aggira sui 16 milioni. Il programma prevede un unico appalto in tre stralci: il primo (3 milioni) per collocare punto prelievi e Cup, il secondo (7 milioni) per creare la sede del poliambulatorio di S. Lucia, il terzo (6 milioni) per attrezzare il dipartimento di prevenzione oggi in via IV Novembre.

Finora, in base all´accordo, è stato il cda del seminario a spendere attorno ai 4 milioni per mettere a norma il complesso. Adesso, però, spetta all´Ulss slacciare i cordoni della borsa.

L´idea di Alessandri, legata all´accordo di programma con Comune e Regione, era di utilizzare il reddito che dovrebbe arrivare dalla vendita degli edifici di via IV Novembre, contrà Mure S. Lucia e S. Felice, e da una quota di 32 mila metri degli 80 mila della vasta superficie che l´Ulss ha in proprietà a Laghetto. Dalla cessione di fabbricati e terreni l´ex dg confidava di ricavare fra i 25-26 milioni. Solo che questa operazione non è mai decollata, e in questo momento l´ex seminario continua ad avere solo due scuole universitarie e la palestra della riabilitazione. Per il resto un cantiere aperto in attesa di futuro.

Il Giornale di Vicenza – 14 marzo 2013

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