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San Donà. Sono a rischio una decina di primari all’ospedale

Taglio dei primari, è San Donà la vittima designata. Sarebbero a rischio una decina di primari, tra cui quelli di otorino, radiologia, anatomia patologica, dialisi, forse anche ortopedia. I tagli sono contenuti nel nuovo piano socio sanitario per l’Asl 10, già esaminato dal tribunale per i diritti del malato con il suo presidente, Luigi Basso.

La nuova dirigenza sta affrontando tutti i problemi, pronta a parare i colpi, ma già si trova i primi oppositori. Nei giorni scorsi, alcuni sindacati, Cisl e Fials in prima linea, hanno alzato il livello di tensione, parlando di soldi da restituire per un milione di euro dopo la firma del contratto integrativo giudicato irregolare, adombrando il fatto che possano essere gli stessi dipendenti a doverli tirar fuori di tasca loro. Sono stati subito smentiti dal direttore generale, Carlo Bramezza che si è dichiarato pronto a tutelare l’immagine dell’azienda anche da un punto di vista legale contro certe dichiarazioni. Adesso torna alla ribalta la questione dei primariati da tagliare, che vedrebbe penalizzata San Donà, ancora una volta, rispetto a Portogruaro. Sono infatti praticamente tutti sandonatesi quelli a rischio, anche se i servizi verrebbero mantenuti in loco per i pazienti e le urgenze. Ma senza primario, quindi senza un coordinatore, che verrebbe spostato a livello provinciale. Già quelli andati in pensione non sono stati sostituiti per il momento. L’idea è che San Donà diventi un polo medico e Portogruaro un polo chirurgico. Il presidente Basso per ora non si sbilancia, dopo che già è intervenuto in sordina sulla questione. «Il piano socio sanitario è già visionabile», spiega, «e continene nel dettaglio quanto accadrà nel prossimo futuro a San Donà con il taglio di almeno sette primari. E’ chiaro che il servizio verrà mantenuto, quindi chi avrà una frattura non verrà certo mandato a Mestre, ma non ci sarà il primario a dirigere il reparto, in quanto questa direzione e coordinamento, che trovano quale riferimento il primario, saranno trasferiti a livello provinciale. Nei prossimi giorni interverremo su queste questioni». La notizia trapela dai muri dell’ospedale di San Donà, anche se non ha avuto finora adeguata enfasi. Già il nosocomio è in fermento. Da anni San Donà lamenta la penalizzazione rispetto a Portogruaro, difesa a spada tratta dai suoi politici e amministratori.

Giovanni Cagnassi – La Nuova Venezia – 24 marzo 2013

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