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San Fior. Canile sequestrato: animali non sono registrati

Adotta dei cani e i carabinieri del Nas mettono i sigilli al suo canile privato perchè delle bestiole non sono registrate. Il provvedimento di convalida del sequestro amministrativo è stato confermato giovedì dal sindaco Gastone Martorel.

Che ha concesso alla proprietaria di utilizzare uno dei suoi cani per un’esposizione cinofila e una proroga per sistemare la struttura in cui si trovano custoditi venticinque quadrupedi. Ma la proprietaria fa ricorso e contesta il provvedimento: «Qui non c’è alcun allevamento né pensione, sono una appassionata cinofila e l’ispezione è avvenuta una casa privata, non in un canile», dichiara Adelaide Ponzè, protagonista della vicenda.

Il 3 agosto una pattuglia dei Nas di Treviso, in collaborazione con il servizio veterinario dell’Ulss 7, ha effettuato un’ispezione in via Serravalle. Nella proprietà vi sono 25 cani di cui 9 cuccioli. I carabinieri, nel loro controllo, hanno rilevato che tre non erano iscritti all’anagrafe canina, contestandole l’attività di «pensione per cani». In particolare sarebbe stata rilevata la violazione del dpr 320/54 di regolamento di polizia veterinaria e la delibera della Regione di igiene veterinaria urbana. La donna ha chiesto il dissequestro al Comune di San Fior nei giorni scorsi.

Sostiene di non aver commesso irregolarità, di non svolgere attività a fini di lucro o di pensione per cani. «L’attività di pensione per cani è un servizio offerta da professionisti in apposite strutture», afferma nel ricorso la signora Ponzè. «Nessuna prova è stata rilevata in merito pertanto si tratta solo di una ipotesi dei militari. Posso citare come testimoni gli ex detentori dei cani».

Il primo cittadino di San Fior giovedì ha confermato il provvedimento dei Nas, concedendo comunque una proroga di 30 giorni per «eseguire le prescrizioni di miglioria stante il periodo di ferie e la difficoltà di trovare imprese artigiane». Il Comune afferma che il sequestro «appare legittimo in quanto effettuato nel rispetto delle formalità di legge». La donna spiega che lei stessa lo scorso anno si era attivata con il servizio veterinario della Usl e che all’epoca era tutto in regola, disposta ora a realizzare le prescrizioni dei veterinari. Adelaide Ponzè è conosciuta per la sua passione per i cani e perchè tre anni fa aveva lanciato l’allarme contro un mangime in cui vi era un’altra concentrazione di melanina, dannosa per gli animali.

La Tribuna di Treviso – 23 agosto 2012

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