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Sanità, arriva l’ok della V commissione al nuovo piano socio sanitario regionale 2019-2023. A dicembre l’esame dell’aula del Consiglio

Nella seduta del 13 novembre, la Quinta Commissione consiliare permanente – presidente Fabrizio Boron e vicepresidente Fabiano Barbisan – ha completato l’esame e il voto sull’articolato, l’allegato e la parte emendativa del Progetto di Legge della Giunta n. 357 ‘Piano Socio Sanitario Regionale 2019- 2023. A dicembre l’esame dell’aula del Consiglio e il voto finale. 

Il PSSR andrà ora in Prima Commissione per la parte finanziaria e tornerà in Quinta Commissione la settimana prossima per la definitiva approvazione. A margine dei lavori, il commento del Presidente Fabrizio Boron (ZP): “Abbiamo votato il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 2019 – 2023, che verrà calendarizzato prossimamente per l’esame in aula consiliare e diventare così legge. Il dibattito è stato franco, a volte anche duro, ma costruttivo, si è protratto per diverse settimane e sedute della Commissione, abbiamo audito oltre 80 soggetti portatori di interesse, ma credo che il risultato raggiunto sia importante per la salute dei cittadini veneti nei prossimi cinque anni. Con il Piano, viene infatti definita la programmazione socio sanitaria regionale del prossimo quinquennio. Il tema principale legato al nuovo PSSR è quello dell’autonomia del Veneto, quella importante riforma istituzionale che darà maggiori risorse e capacità d’azione a una grande Regione come è il Veneto, di eccellenza soprattutto in ambito sanitario. In base alla Legge 5 maggio 2009, n. 42, ‘Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione’, l’integrale applicazione dei costi standard, grazie all’autonomia, potrebbe liberare più di un miliardo di euro da investire in infrastrutture e tecnologie, ma soprattutto per l’assunzione di personale medico e infermieristico, in modo da garantire ai cittadini veneti servizi socio sanitari sempre migliori. E’, altresì, importante ricordare che l’autonomia potrà finalmente risolvere il problema della carenza di medici, causata dal blocco del turnover che perdura dal 2004, attraverso l’assunzione diretta, estesa ai giovani laureati che saranno stipendiati e si specializzeranno lavorando nei nostri ospedali. Questo, in accordo con le Università, per risolvere soprattutto la carenza di specializzandi presente in determinate branche”.

Di diverso avviso, Claudio Sinigaglia (PD): “Il Piano approvato oggi si pone in discontinuità con il precedente e mette in seria difficoltà l’integrazione socio sanitaria. Nel PSSR non vengono affrontati e risolti i veri problemi, in primis la carenza di medici, in ordine alla quale noi avevamo proposto il finanziamento di almeno 300 Borse di Studio specialistiche, ma non abbiamo avuto riscontro. Altro tema fondamentale che il nuovo Piano non risolve è quello della cronicità e della non autosufficienza. Dal 2001 attendiamo la riforma delle IPAB e il Veneto è l’unica regione inadempiente. La riforma delle Case di Riposo viene continuamente rimandata e intanto le famiglie venete pagano costi insostenibili per ospitare i propri cari nelle diverse strutture. Per non parlare del Super Ticket che non viene rimodulato e così risulta più conveniente rivolgersi alle strutture private per ottenere prestazioni sanitarie. E poi, le liste di attesa, che continuano a essere un macigno che la Regione Veneto non è riuscita a smaltire, neppure con le aperture serali. Restiamo quindi in attesa di risposte e soluzioni concrete. Ad ogni modo, è stato compiuto un lavoro importante in Commissione e il nostro contributo è stato significativo, dato che circa una quindicina dei nostri obiettivi prioritari, sui ventidue proposti, sono stati recepiti. Certo, non sono stati risolti i problemi più gravi, che porteremo in aula consiliare per trovare una soluzione”.

«In commissione abbiamo fatto un buon lavoro, del quale ringrazio tutti i consiglieri per la concretezza e la tempestività. Adesso appuntamento in aula per fissare la road map della sanità veneta del futuro». Lo dice l’Assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, in relazione all’approvazione in Commissione del Consiglio regionale del nuovo Piano Sociosanitario Regionale, che ora passerà all’aula per la discussione e il voto finale. «Ci sarà tempo e modo di discutere e affinare tutto in aula – aggiunge Coletto – ma segnalo alcuni capisaldi fondamentali: come abbiamo sempre garantito nessun ospedale sarà chiuso o ridimensionato; c’è un notevole rafforzamento della medicina territoriale con gli ospedali di comunità e i distretti; potenzieremo attenzioni e servizi per le categorie più deboli come anziani e bambini; si conferma la scelta degli investimenti tecnologici e della superspecializzazione delle strutture, pur continuando a sostenere la qualità diffusa su tutti gli ospedali e non solo su quelli principali»

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