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Sanità, audizioni in V commissione su Disposizioni adeguamento ordinamentale. I consiglieri di opposizione: serve largo approfondimento, presenteremo nostri correttivi

Il reclutamento in via emergenziale di nuovi medici di medicina generale e di sanitari nei servizi di pronto soccorso facendo leva su medici in formazione e specializzandi impegna la politica regionale, e in particolare la commissione sanità del Consiglio veneto, in vista della prossima seduta dell’aula consiliare in calendario martedì prossimo. Consiglieri opposizione: “Dopo nostra contestazione che ha sventato il blitz in Consiglio ripristinato un metodo di confronto. Serve largo approfondimento ma in caso di immediato ritorno in aula presenteremo nostri correttivi a valle dell’ascolto dei rappresentanti delle professioni”.

Al centro delle consultazioni promosse oggi dalla commissione Sanità con le associazioni professionali e sindacali dei medici gli emendamenti presentati dalla Giunta la settimana scorsa nel disegno di legge di riordino ordinamentale in materia di politiche sociali: emendamenti – illustrati dall’assessore e dai tecnici della direzione regionale Sanità – che introducono, in particolare, nuove norme per il reclutamento dei medici specialisti nei pronto soccorso ospedalieri e dei medici di medicina generale, per fronteggiare la carenza di personale sanitario nella sanità pubblica. Le modifiche di maggior impatto, al vaglio della commissione, riguardano la facoltà per i medici iscritti ai corsi di formazione in medicina generale di avere già dal primo anno sino a mille assistiti in convenzione (anziché 650 come previsto attualmente per gli incarichi temporanei), elevabili a 1200 assistiti per i medici al secondo e terzo anno del percorso di formazione. Secondo la proposta in esame le ore di incarico di cura primaria sono pagate – in aggiunta alla borsa di studio – e riconosciute come attività pratica valida ai fini del titolo formativo. Per quanto riguarda i Pronto soccorso, le modifiche in discussione prevedono che gli specializzandi possano lavorare nei servizi di urgenza ed emergenza con contratti libero professionali o di collaborazione continuata continuativa e prorogano al 31 gennaio 2024 la possibilità di stabilizzare con concorsi i professionisti abilitati e non specializzati che hanno maturato almeno 4 anni di servizio anche non continuativo nei servizi di urgenza ed emergenza. Infine, per contenere i vuoti di organico, si propone che le aziende sanitarie possano incentivare l’onorario delle prestazioni aggiuntive nei servizi di urgenza ed emergenza dei medici ospedalieri già dipendenti, pagandole sino a 100 euro lordi l’ora (al posto dei 40/60 euro attuali). Una misura, questa – ha spiegato l’assessore alla sanità – volta ad evitare il più possibile l’esternalizzazione dei servizi a cooperative e società esterne.

Nel merito dei due emendamenti più innovativi del pacchetto ‘ordinamentale’ si sono espressi il presidente della Federazione dei medici di medicina generale Maurizio Scassola, il presidente veneto di Sindacato autonomo dei medici (Snami) Salvatore Cauchi, del Sindacato Medici italiani Liliana Lora, il presidente del comitato tecnico scientifico della Fondazione scuola di sanità pubblica per il corso di formazione in medicina generale Claudio Pilerci, il segretario dei medici ospedalieri Cimo, Giovanni Leoni, il segretario Anaao Adriano Benazzato, il presidente dell’organizzazione sindacale dei medici di anestesia e rianimazione, 118 e Pronto soccorso Massimiliano Dal Sasso, i direttori del pronto soccorso dell’Ulss 3 Serenissima, dell’azienda ospedaliera universitaria di Padova e dell’area urgenza ed emergenza dell’Ulss 9 Scaligera Biagio Epifani, Vito Cianci e Andrea Tenci, a nome dei medici e degli infermieri che aderiscono alla Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu).

Sulle norme estensive per l’impiego dei medici di medicina generale i sindacati dei medici di famiglia hanno espresso un favore cauto e articolato, richiamando la necessità di porre al centro la formazione dei giovani medici e di essere parte attiva nel disegno complessivo di riorganizzazione della medicina territoriale. Più netto invece il favore con cui le società mediche e i responsabili dei pronto soccorso delle aziende sanitarie venete guardano all’impiego degli specializzandi nei pronto soccorso (con riserva di Cimo e Anaao sugli specializzandi del primo e secondo anno), alla stabilizzazione dei medici non specialisti in servizio nelle aree di urgenza ed emergenza e all’aumento stipendiale per i medici che prestano ore di servizio aggiuntivo nei pronto soccorso. Misura, questa, che, i medici di Simeu e dei sindacati dei medici ospedalieri chiedono di estendere anche ai diversi servizi e reparti che operano in urgenza ed emergenza, per valorizzare e motivare le professionalità presenti nel sistema pubblico regionale.

Consiglieri opposizione: “Dopo nostra contestazione che ha sventato il blitz in Consiglio ripristinato un metodo di confronto. Serve largo approfondimento ma in caso di immediato ritorno in aula presenteremo nostri correttivi a valle dell’ascolto dei rappresentanti delle professioni”.
“Attorno ad un pacchetto di misure di così notevole rilievo per il futuro della sanità, è stato fondamentale tenere questo giro di audizioni. La nostra contestazione della scorsa settimana in aula ha prodotto due risultati: il ripristino di un metodo di confronto e l’emergere di nodi che devono essere sciolti prima di assumere ogni decisione”.
Questa la presa dei posizione dei consiglieri di opposizione che hanno partecipato oggi alla V Commissione (Anna Maria Bigon, Francesca Zottis e Vanessa Camani del Partito Democratico, Elena Ostanel del Veneto che Vogliamo, Erika Baldin del Movimento 5 Stelle, Cristina Guarda di Europa Verde e Arturo Lorenzoni), al termine della seduta che aveva all’ordine del giorno l’esame e le audizioni sul PdL 115 “disposizioni di adeguamento ordinamentale 2022 in materia di politiche sanitarie e di politiche sociali. Le audizioni hanno ospitato i rappresentanti di FIMMG, SNAMI, SMI, Fondazione SSP, AAROI EMAC, SIMEU, CIMO, ANAAO-ASSOMED.
“Sul fronte dei medici di base, il punto cruciale che è stato sottolineato, riguarda la necessità di garantire ai medici in formazione, prima di affidare loro una mole di assistiti fino a 1000 e poi 1200 pazienti, un affiancamento da parte di un collega esperto come tutor. Questo per una forma di tutela di tutti, per i pazienti ma anche per gli stessi medici che si assumono una grande responsabilità. Il tema del tutoraggio è stato declinato anche in relazione alle carenze strutturali nelle quali almeno il 50% dei medici di base si ritrovano, quando lavorano da soli e non in team. Fornire a queste figure un supporto come quello dei medici in formazione può alleviare i carichi e al tempo stesso avere valenza sostitutiva alle ore di scuola. In questo senso, vista l’esigenza di reperire anche figure di supporto infermieristico e amministrativo, è stata espressa la richiesta di riattivare il tavolo del Comitato regionale veneto”.
I consiglieri evidenziano che “si tratta di questioni che, assieme a quella delicatissima, relativa all’utilizzo degli specializzandi nei Pronto Soccorsi, impongono un approfondimento ed una condivisione di cui si è visto oggi un inizio ma che non può considerarsi esaurita qui. Sono state annunciate per i prossimi giorni alcune proposte complessive da parte di alcune organizzazioni che meritano dunque un esame. Di certo – concludono – nel caso in cui si dovesse tornare immediatamente in aula con questo provvedimento e con gli stessi emendamenti di Giunta presentati la scorsa settimana, non esiteremo a presentare i nostri correttivi, tenendo conto anche di quanto è stato messo in evidenza con queste audizioni. Ci auguriamo infine che si tenga in Commissione Quinta anche una discussione sulla riorganizzazione della medicina generale che veda la condivisione di tutte le sigle sindacali”.

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