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Sanità, costi aumento fino 2014. Balduzzi fa scattare l’austerità interna

Gli interventi sugli acquisti centralizzati e sui costi standard di beni e servizi dovrebbero portare risparmi a regime per circa 750 milioni

La prossima vittima è la settima Giornata nazionale del malato oncologico, organizzata dalla Federazione delle associazioni di volontariato (Favo) presieduta dall’ex ministro Francesco De Lorenzo. Confermata la data, 19 e 20 maggio. Però una lauta fetta dei fondi stavolta non arriveranno. Il ministero della Salute ha deciso di ridurre il budget di 8o mila euro. Una delle numerose forme di mini-risparmio amministrativo che, tutte insieme, contribuiranno all’operazione spending review, piano coordinato dal ministro dei rapporti con il Parlamento Piero Giarda.

Quanto denaro verrà recuperato dal ministero della Salute con la manovrina? Il calcolo non è stato ancora fatto anche perché gran parte delle azioni di ridimensionamento gestionale sono in via di sviluppo. L’antipasto è di 5-10 milioni. «Tante piccole gocce possono fare un oceano», è il motto che circola al ministero retto dal professor Renato Balduzzi. Sono in fase di studio e trattativa interventi ben più pesanti da attuare con provvedimenti strutturali che dovrebbero produrre un risparmio di 750 milioni. Come la riforma dei ticket e la creazione di un sistema uniforme in tutte le Asl italiane per l’acquisto di beni e servizi. In altre parole cerotti, gel per esami radiologici, siringhe e lavanderia avranno lo stesso costo. Un piano da approntare entro luglio. Poi nel 2013 arriveranno i costi standard. Ogni prestazione sanitaria dovrà essere pagata in modo uguale in Sicilia come in Veneto, nel Lazio come in Lombardia. Il tutto si inserisce nel quadro di previsioni pessime. Secondo le tabelle del Def (documento di economia e finanza) la sanità costerà sempre più, nel 2014 di un miliardo almeno. Intanto sono state riviste centinaia di piccole voci di spesa all’apparenza insignificanti. Le prime a risentirne sono state le Giornate nazionali istituite nel corso degli anni con decreti della presidenza del Consiglio. Quelle su Aids, trapianti, alcol, stati vege – tativi si svolgeranno o si sono svolte con budget da austerity per un risparmio complessivo di un milione. In particolare per quella sugli stati vegetativi sono stati risparmiati centomila euro rispetto al 2011. Colpo di spugna anche sui fondi per fiere, esposizioni e convegni, stand espositivi, pubblicazioni, affitto di sale per convegni. La manifestazione «Donne in sanità», dell’8 marzo, ha dovuto chiudere per mancanza di fondi, gli 8o mila euro che hanno reso possibile lo svolgimento delle precedenti edizioni non sono usciti dalle casse del ministero. Resteranno delusi gli organizzatori della Fiera del cavallo di Verona che avevano ricevuto negli due anni una cifra di circa 250 mila euro. Quest’anno, hanno fatto sapere i funzionari del ministero della Salute, solo materiale informativo. Tra le scoperte di spese sostenute finora inutilmente, quel milione e mezzo di euro versati alla Rai per una convenzione che prevedeva la produzione di fiction o altri programmi per la promozione della salute. L’unico realizzato è stato un mini serial intitolato «Brava Giulia» e dedicato ai corretti stili di vita. I soldi dell’accordo non possono ovviamente essere recuperati e serviranno a organizzare altre iniziative televisive per sostenere le campagne del ministero. Il contributo alla spending review deriverà in gran parte dalle economie domestiche. La moderna sede del ministero, all’Eur, edificio tutto

vetro, alla periferia di Roma, da que – sta settimana verrà chiuso alle 18.30. A quell’ora luci e condizionatori spenti per ridurre il peso delle bollette e degli straordinari degli impiegati. Nessuno dovrà trattenersi oltre. Niente più auto private per i trasferimenti dei funzionari dalla sede del-l’Eur a quella centrale di Lungotevere Ripa. Istituito un servizio navetta con partenze ogni 10 minuti. Niente più auto blu e autista per 12 direttori generali. Balduzzi ha infine dato un impulso di discrezione a viaggi e trasferte per sé e i suoi. Mai voli di Stato, sì agli aerei di linea anche se con tre scali come è accaduto per la recente missione in una cittadina vicino Copenaghen per un incontro del Consiglio dei ministri dell’Unione euro – pea. Ministro e collaboratori hanno viaggiato rigorosamente in classe economica. Per quanto riguarda gli alberghi, precedenza ai quattro stelle, in camere normali. Dunque niente suite o superior. Tagli si sono abbattuti anche su spese di comunicazione, ufficio stampa, abbonamenti a servizi e organi di stampa, mazzette di giornali. Attenzione al consumo delle risme di carta e fotocopie. Già ora se ne consumano il 70% in meno.

Margherita De Bac mdebac@corriere.it – 30 aprile 2012

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