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Decreto Balduzzi verrà esaminato il 5 settembre. Problemi di costituzionalità e copertura. Ecco il testo delle polemiche

1a1a1_0aaaaavbalduzzi_monti Pubblichiamo la nuova bozza del “Decretone” Sanità nell’ultima versione presentata martedì al preconsiglio e che ha incontrato diverse obiezioni da parte degli altri ministri. In neretto, nel nuovo testo, le modifiche rispetto alla bozza del 10 agosto. Salta il Consiglio dei ministri in un primo momento previsto per venerdì 31, seppure mai ufficialmente convocato. L’esecutivo guidato da Mario Monti avrebbe, infatti, dovuto discutere il decretone omnibus di Renato Balduzzi sulla sanita’ e, per risolvere i nodi emersi negli ultimi giorni, si sarebbe deciso di posticipare la riunione. A quanto si apprende, il Cdm potrebbe tornare a riunirsi mercoledi’ 5 settembre.

I problemi da risolvere sono quelli sollevati nella riunione del preconsiglio dei ministri di martedi’ scorso: alcune norme del decreto infatti sarebbero prive dei requisiti di urgenza richiesti a un decreto legge mentre per altre, come quelle relative all’apertura degli ambulatori 24 ore su 24, mancherebbe la copertura finanziaria. L’esame del provvedimento è slittato di qualche giorno per consentire al ministro Balduzi di rivedere il testo in realzione alle obiezioni degli altri dicasteri e per valutare le osservazioni pervenutagli ieri sera dalle Regioni. I nodi che hanno rallentato l’iter del decreto sono sempre quelli emersi nel corso del preconsiglio dei ministri del 28 agosto: “dubbi procedurali e di copertura economica, più che di contenuto”.

Soprattutto mancherebbero le coperture finanziarie relative ad alcune proposte, come la riforma della medicina territoriale.

Alla vigilia del nuovo incontro a Palazzo Chigi si era parlato di valutare se rinviare in toto o “spacchettare” il decreto del ministro della Salute Balduzzi, di cui pubblichiamo il testo dell’ultima bozza presentata al preconsiglio dei ministri di ieri. Come è noto, nel corso della seduta di ieri i ministri hanno chiesto molti chiarimenti e approfondimenti. Sarebbero infatti emersi forti dubbi di forma, merito e copertura sul provvedimento messo a punto dal ministro della Salute, il cui varo era atteso per venerdì prossimo.

Sulla natura di questi dubbi non si sa molto, ma sembra chiaro che così com’è, con i suoi 27 articoli che trattano ancor più argomenti al loro interno, sarà veramente arduo far passare il tutto con la decretazione d’urgenza, anche se agganciata, come si legge nel titolo della bozza, allo “sviluppo” (e quindi teoricamente all’omonimo pacchetto di Passera).

I nodi, comunque, dovrebbero sciogliersi oggi, nel corso della nuova riunione dei ministri.

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A rischio rinvio l’esame da parte del Consiglio dei ministri del cosiddetto “Decretone Sanità” – il decreto legge messo a punto dal ministro della Salute Renato Balduzzi – fissato per venerdì prossimo. L’ipotesi potrebbe essere quella di un rinvio della riunione. Oggi infatti, in sede di preconsiglio, alcuni dicasteri hanno sollevato dubbi di costituzionalità, di merito e di copertura. In particolare, l’Economia ha mostrato perplessità sulla parte del provvedimento che introduce una stretta sui giochi. Spetta ora al premier Mario Monti decidere se spacchettare il testo (in un decreto e in un ddl) o se rinviare il dossier. La decisione è attesa per giovedì. 

Il provvedimento omnibus introduce tra l’altro un contributo straordinario su alcolici e bevande zuccherate, norme di trasparenza per la nomina dei dirigenti delle Asl, sanzioni severe sulla vendita di sigarette ai minorenni, e norme restrittive sugli apparecchi per il gioco d’azzardo. Ma anche l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e l’obbligo per i medici di famiglia di lavorare in rete e con orari più ampi. Intanto, sui dubbi di copertura sollevati il ministro della Salute assicura: «La maggior parte delle disposizioni è senza oneri e alcune, limitate, comportano oneri, ma così com’è il decreto è compensato. Nel caso dei Lea, si tratta di rimodulare alcune delle 6mila prestazioni presenti valutando quali possono essere obsolete o quali possono diventare meno onerose». Se le norme non dovessero passare il vaglio del Consiglio dei ministri, avverte però Balduzzi «o in caso di modifiche, servirà una rimodulazione delle misure».

Per la prima volta nella storia legislativa italiana la salute potrebbe essere considerata elemento di sviluppo (in senso socio-economico) per il Paese, mettendolo nero su bianco in una legge. O almeno, lo sarà se l’annunciato decreto legge del ministro Balduzzi sarà approvato e controfirmato dal presidente Napolitano, che ne dovrà riconoscere i requisiti costituzionali di necessità e urgenza.
 
Il testo di cui si sta parlando molto in queste ore si intitola infatti: “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute”.
 
Ma il se a questo punto è d’obbligo (anche se dubbi sulla forma del decreto legge li avevamo già manifestati in tempi non sospetti), vista la richiesta di chiarimenti e approfondimenti emersa nel preconsiglio dei Ministri odierno dove, secondo quanto riportato da diverse agenzie di stampa, sarebbero emersi forti dubbi di forma, merito e copertura sul provvedimento messo a punto dal ministro della Salute, il cui varo era atteso per venerdì prossimo.

Sulla natura di questi dubbi non si sa molto (pare che il testo sia stato criticato in molte parti) e resta il fatto che diversi esponenti politici della maggioranza e del sindacato hanno espresso forti perplessità se non vere e prorpie critiche sul provvedimento (vedi Marino e Binetti e poi Cgil e Cisl).
 
Ma quello che appare chiaro è il fatto che così com’è, con i suoi 27 articoli che trattano ancor più argomenti al loro interno, appare veramente arduo far passare il tutto con la decretazione d’urgenza, anche se agganciata, come si legge nel titolo della bozza, allo “sviluppo” (e quindi teoricamente all’omonimo pacchetto di Passera).
I nodi dovrebbero comunque sciogliersi giovedì in un’altra riunione dei ministri dove peserà il verdetto del premier che dovrà decidere se e come inserire il provvedimento tra i vari decreti di questa fase finale e delicatissima della legislatura.

Un altro appuntamento importante potrebbe essere poi anche quello di domani mattina, quando è previsto un nuovo incontro tra Balduzzi e le Regioni, per le quali, al momento, spicca il solitario ma lapidario commento di Formigoni su twitter: “Domani confronto Regioni-Governo sulle nuove misure per la salute. Per ora non ne siamo affatto convinti”.
Non resta che aspettare.

Da il Sole 24 Ore e Quotidiano sanità – 28 agosto 2012

 

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