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Sanità, fatta la gara per le assicurazioni: il Veneto gira pagina. Finisce il monopolio. Un business che vale 80 milioni l’anno

a Logo Veneto nuovodi Renzo Mazzaro. Alla chetichella, senza che nessuno se ne accorgesse tranne i diretti interessati, la giunta Zaia ha messo in gara unica il servizio di broker per la copertura assicurativa delle Usl del Veneto. Non era mai successo. La polizza copre i rischi di responsabilità civile verso terzi e vale circa 80 milioni di euro all’anno. Negli ultimi quindici anni questa massa di denaro dei contribuenti è stata pilotata verso le compagnie da un consulente unico, in condizione di esclusività e in contrasto con le norme della concorrenza. Il broker era Assidoge, piccola compagnia di Mirano, che si era accaparrata il rapporto singolo con tutte le aziende ospedaliere venete. Adesso finisce il monopolio. Cade uno dei pilastri della gestione sanitaria prima di Luca Zaia. Il Veneto si allinea, buon ultimo, ad un comportamento che è prassi nelle altre regioni italiane.  La gara, decisa dalla giunta regionale a giugno dell’anno scorso e bandita in ottobre, ha visto partecipare quattro società di brokeraggio.

L’ha spuntata la sezione italiana di una compagnia americana, la Willis, in raggruppamento con Arena broker srl, una società veronese. Questo tandem gestirà il servizio per tre anni, incassando una provvigione dell’1%. Dalle stelle alle stalle, si fa per dire, visto che la provvigione per Assidoge si aggirava tra il 10 e il 14%: dato stimato nell’agosto 2011 in Consiglio regionale dai consiglieri Antonino Pipitone, Gustavo Franchetto e Gaetano Marotta. La stima derivava dall’impossibilità di avere certezze, perché la provvigione non era fissa, come si comincia a fare da oggi, ma variava in relazione alle polizze stipulate con le compagnie. E le polizze erano irraggiungibili, difese con i denti dai rispettivi firmatari. In ogni caso i tre consiglieri valutavano per Assidoge una provvigione non inferiore a 10 milioni di euro l’anno. Willis Italia e Arena broker si accontenteranno dell’1% che sugli 80 milioni di euro, calcolati al netto, dovrebbe aggirarsi tra 600.000 e 700.000 euro.

Si può ben dire che tramonti un’epoca: quella delle vacche grasse. La controprova viene dal crollo dell’attività di Assidoge. Sarà una coincidenza, ma a fine 2013, mentre in Regione l’avvocato Nicola De Conti dirigente del coordinamento servizio acquisti apriva le buste della gara per il nuovo broker, la compagnia di Mirano praticamente si dissolveva. Rimasta senza guida (il titolare Giuliano Benetti era morto prematuramente nel maggio 2012), alleggerita del portafoglio, ridotta di personale perché abbandonata dai professionisti, Assidoge è stata ceduta ad una società romana. In un contesto che gli stessi broker veneti non riescono a decifrare. La transizione è stata fatale. E dire che la provvigione dell’1% di Willis-Arena broker è la più alta tra i quattro partecipanti alla gara. Assidea e Delta srl, società di Isernia, con la milanese Assiteca si accontentavano dello 0,40% sul premio netto, meno di metà, mentre Marsh Italia chiedeva lo 0,70%. A far pesare la bilancia dalla parte dei vincitori, nonostante il prezzo più alto, sono state le condizioni di qualità inserite con punteggio maggiore nel bando di gara. Condizioni nelle quali non è rientrata invece l’altra società americana Aon. L’aggiudicazione definitiva è stata firmata l’11 febbraio.

Il Mattino di Padova – 19 marzo 2014 

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