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Sanità. Il taglio da 2,35 miliardi scatta subito e arriva giovedì col Dl enti locali. Anche senza l’Intesa con le Regioni

spese-sanitarieAspettando l’intesa da mesi in naftalina con i governatori vecchi e nuovi, il Governo sceglie di non perdere altro tempo e si porta avanti il lavoro. Con una mossa a sorpresa ha deciso che il taglio da 2,35 mld al Fondo sanitario di quest’anno (e non solo) scatta subito. Arriverà col decreto legge sugli enti locali atteso domani in Consiglio dei ministri. Aspettando l’intesa. Un passo, quello del Governo, deciso per mettere al riparo i risparmi sulla spesa sanitaria che fanno parte dei 4 mld in totale tagliati alle regioni con la legge di stabilità 2015. Una mossa d’anticipo, decisa a palazzo Chigi anche senza che sia stato ancora raggiunto l’accordo con i governatori sulle misure da adottare per ammortizzare il colpo d’accetta ad Asl e ospedali. Le misure contenute nello schema di decreto sono racchiuse al momento in due soli commi di tre righe ciascuno, pesanti come macigni.

Anzitutto, si precisa, il livello di finanziamento del Ssn sarà ridotto di 2,352 mld «a decorrere dal 2015»: insomma, varrà anche negli anni seguenti. E quanto all’intesa che ancora non c’è con i governatori, si specifica che «le misure di efficientamento della spesa» – i risparmi da realizzare nelle regioni per attutire il taglio – arriveranno «ove necessarie» con un non meglio specificato «prossimo provvedimento».

Intesa il 20 giugno?

Quanto all’intesa, si indica anche una data: il 20 giugno 2015. Molto vicina, forse troppo per presumere che la conferenza Stato-regioni sia in grado di farcela quando ancora non tutte le nuove giunte forse saranno già formate o già in grado di affrontare il delicatissimo capitolo della spesa sanitaria con un accordo così impegnativo. Senza trascurare il clima non esattamente idilliaco nel rapporto “tra e con” le regioni. Per non dire del nodo dei tagli che erano in cantiere: farmaci, beni e servizi, dispositivi, specialistica. Col rebus nel rebus di incamerare i risparmi in soli 5 mesi, anziché in un anno.

Non è da escludere che le misure possano però essere inserite in corso d’opera in Parlamento quando (e se) sarà stata stipulata l’intesa.

R. Tu. – Il Sole 24 Ore – 10 giugno 2015 

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