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Sanità in teleconferenza. A Verona l’Ulss unica è già realtà. Malgrado gli appelli, la fusione è un dato di fatto a livello ammistrativo e dirigenziale

Malgrado gli appelli dei sindaci all’autonomia delle aziende sanitarie, l’Ulss unica è già realtà, almeno burocraticamente. È infatti già un dato di fatto, a livello dirigenziale, la fusione dell’Unità locale socio-sanitaria 21 di Legnago con le altre due aziende della provincia, ovvero la 20 di Verona e la 22 di Bussolengo, che daranno vita all’Ulss Scaligera. Tale processo, nei giorni scorsi, è stato criticato soprattutto dal sindaco di Legnago Clara Scapin, presidente della Giunta dei sindaci del territorio.

L’integrazione amministrativa tra le tre aziende è stata resa possibile da innovazioni tecnologiche a basso costo introdotte da Pietro Girardi, che da gennaio è direttore generale dell’Ulss 20 di Verona e commissario di Bussolengo e Legnago. Il dg, ogni settimana, di solito il giovedì mattina, insieme ai nove direttori che lo affiancano (tre per ciascuna Uiss) e a vari funzionari, convoca una riunione nella quale vengono concordati in «teleconferenza» gli atti di indirizzo e le delibere da adottare nelle singole unità sanitarie locali. Una sala della palazzina amministrativa di via Gianella, difatti, è stata dotata di maxischermo e telecamera per garantire il contatto con altre due stanze nelle sedi delle aziende di Verona e Bussolengo. In questo modo si abbattono i costi e i tempi per gli spostamenti dei dirigenti da un centro all’altro. In virtù di questa modo di riunirsi, capita non di rado che le deliberazioni per ogni singola azienda siano varate da Girardi in contemporanea, nello stesso giorno, alla stessa ora ma da tre uffici diversi. «Sono già alcuni mesi che usiamo questo metodo per prendere le decisioni sulle Ulss», dice Girardi, «anche perché il contatto audio e video permette ai dirigenti delle due Ulss collegate a distanza di sapere quanto avviene nella terza, dove si svolge il tavolo tecnico». Le riunioni si tengono a rotazione a Legnago, Bussolengo e Verona. «Finora», prosegue Girardi, «mi risulta che la nostra sia l’unica azienda sanitaria del Veneto che abbia applicato questo tipo di integrazione avanzata». Oltretutto, tale innovazione non ha avuto un costo elevato per l’Ulss. «Si tratta», spiega il dg, «di un investimento relativamente economico, attorno ai 5-6 mila euro, ma che permette di guadagnare tempo ed evitare trasferte di persone da una sede all’altra». I collegamenti in teleconferenza consentiranno, quando l’Ulss Scaligera sarà realtà, di mantenere i contatti tra le sedi decentrate, tra cui quella di Legnago. «Certamente», puntualizza Girardi, «gli uffici di Legnago non chiuderanno, anche perché il progetto di legge sulla riorganizzazione sanitaria, in discussione a Venezia, prevede che sia unica soltanto la sede legale della nuova Azienda Scaligera».

 A fine giugno Girardi, con le dirigenze delle tre Uiss, aveva riunito, all’ospedale Fracastoro di Bussolengo, 400 tra primari, capisala, e personale delle varie aziende per fare il punto della situazione e proseguire nel processo di collaborazione e armonizzazione dei servizi tra ospedali. A fronte del procedere dell’ accorpamento, il sindaco Scapin ribadisce le sue perplessità. «Con l’Azienda sanitaria unica, sarà penalizzata tutta la parte meridionale della provincia. Per questo riteniamo indispensabile un’Ulss per il Basso Veronese».

L’Arena – 23 luglio 2016 

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