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Sanità: «Più soldi dallo Stato» Giallo su maxi-piano

L’assessore Ciambetti: «Roma ci darà il 3,5% in più della cifra del 2010». Bond: «Pare una retromarcia: forse l’assessore Coletto c’ha ripensato»

Un blitz serale ha portato all’approvazione “in extremis” in commissione del riparto sanitario regionale 2010 (sì della maggioranza, no dell’opposizione). Il riparto approvato dalla Commissione sanità, guidata da Leonardo Padrin, ammonta a 8.137 milioni di euro e garantirà i finanziamenti necessari per l’attività ospedaliera e territoriale delle 21 aziende sanitarie, delle due aziende ospedaliere di Padova e Verona e per l’Istituto Oncologico Veneto. C’è da dire che il provvedimento arriva ad esercizio finanziario ormai concluso e più che un riparto rischia di essere ormai un ripiano. Per questo la commissione ha deciso di mettersi subito al lavoro per determinare fin da gennaio, i nuovi criteri da proporre all’assessore regionale, Luca Coletto per impostare tempestivamente il riparto 2011 del fondo sanitario. La commissione non ha rinunciato, tuttavia, a dare le proprie indicazioni anche sul provvedimento finanziario 2010. I consiglieri regionali hanno fatto propria la richiesta dell’assessore Remo Sernagiotto di ripristinare nel riparto 2010 i precedenti criteri di distribuzione dei 25 milioni del fondo regionale per la tossicodipendenza.

Sul fronte delle specificità, la commissione chiede di rivedere i criteri per il riconoscimento di quella montana e delle aree lagunari, in modo da privilegiare le zone effettivamente più disagiate.

Intanto dall’assessore al bilancio Roberto Ciambetti arriva una buona notizia per la sanità. Il fondo sanitario regionale per il prossimo anno sarà di 8.280 milioni di euro, circa il 3,5 per cento in più dei 7.996 milioni assegnati al Veneto per l’anno in corso.

Oltre al blitz sul riparto, però, c’è anche un giallo: quello della mancata presentazione, ai capigruppo in Consiglio regionale, del nuovo Piano socio-sanitario da parte dell’assessore alla sanità Luca Coletto. La bozza del documento, atteso da 15 anni, non è arrivata. Al suo posto si è materializzato un cd rom contenente “un’interessante – a detta del capogruppo Pdl, Dario Bond – indagine epidemiologica sul territorio”. Ma cosa è successo in realtà? Bond azzarda un’interpretazione. «Ha tutta l’aria di una retromarcia. Forse l’assessore ha avuto un ripensamento o magari il presidente Zaia si è risentito per le anticipazioni ai giornali». Per Bond il documento finale verrà consegnato ai consiglieri «materialmente tra gennaio e febbraio». «Se fossi stato l’assessore Coletto – conclude – sarei andato avanti comunque. Il dischetto consegnato ieri contiene dati interessanti ma non è il piano. È stato come parlare del vocabolario che non è il libro che si vorrebbe leggere». E il presidente del Consiglio regionale Valdo Ruffato conferma: «Al momento un piano socio-sanitario non c’è». Critiche dure in merito anche dai rappresentanti dell’opposizione.

Il Giornale di Vicenza

22 dicembre 2010

 

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