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Sanità: Pipitone (IdV), nei project veneti le vetrate costano (e contano) più dei malati?

 “I nuovi ospedali veneti rischiano di somigliare al ponte di Calatrava. Belli come design, ma autentici buchi neri assetati di euro, in perenne riparazione e manutenzione. Attenzione, perché l’obiettivo delle strutture sanitarie non è quello di finire sulle riviste di architettura, ma di servire ai malati”. Lo dice, in una nota, il capogruppo regionale di Italia dei Valori Antonino Pipitone.

“Bizzarro vedere sui giornali di oggi – prosegue Pipitone – le finestre degli ultimi “gioielli” sanitari veneti alla ribalta. All’Angelo di Mestre la pulizia delle maestose vetrate diventa un affare per rocciatori fatti venire dalla Francia, alla clamorosa cifra di 270mila euro in 5 anni. E solo perché si sono ridotti gli interventi, altrimenti il conto sarebbe più salato. Al nuovo nosocomio vicentino di Santorso, che ha unificato i poli di Thiene e Schio, l’inaugurazione è stata accompagnata dai ponteggi, perché la preziosa vetrata opalescente, costata 7 milioni di euro, rischia di staccarsi. Insomma, la riparazione per una facciata che “scivola” ci costa caro da subito. Sono dimostrazioni ulteriori di come la finanza di progetto non vada applicata alla sanità. I progetti, è bene spiegarlo alla gente – racconta il medico diabetologo padovano – non li fa mica la Regione, ma li presentano i promotori, le ditte che realizzano la struttura. Quindi, è ovvio, gli impianti faraonici convengono solo alle ditte proponenti, non servono alla Regione né, tanto meno, ai cittadini. Ai malati, alle loro famiglie, non interessa che un ospedale sia scintillante. Interessa solo che ci siano ambienti funzionali, macchinari moderni, medici ed infermieri bravi e preparati, in numero sufficiente. Spesso, invece, nei project financing sanitari vengono privilegiate questioni architettoniche, che nulla hanno a che vedere con la salute, che costano un sacco di soldi per la realizzazione ed ancora di più per la manutenzione. Per capirlo basta andare all’Angelo di Mestre, con hall gigantesche, costosissime da scaldare d’inverno e rinfrescare d’estate, ma anche al nuovo padiglione di Rovigo, con uno spazio d’ingresso enorme, che non so a cosa serva. Sembra il Pantheon. A maggior ragione – conclude Pipitone – continuiamo a ribadire che il nuovo ospedale di Padova, se mai si farà, va fatto solo con i soldi pubblici. E con un progetto pensato esclusivamente per essere funzionale alla cura dei malati ed alla ricerca, non certo per finire sulle riviste di architettura».

22 novembre 2013 

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