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    Sanità. Pubblicata in Gazzetta la legge che stabilisce tagli di 7 miliardi in tre anni. Stretta su esami e farmaci

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche16 Agosto 2015Nessun commento4 Minuti di lettura
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    gazzetta ufficiale-e1431947718891Risorse, personale e sanità sono gli ambiti principali su cui incide il decreto enti locali, la cui legge di conversione 125/2015, approvata dopo un complesso iter parlamentare, è stata pubblicata il 14 agosto sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 188. In attesa della riorganizzazione organica della Pa promessa dalla legge delega 124/2015 e dai suoi decreti attuativi, che verosimilmente non vedranno la luce in tempi brevi, il Dl 78/2015 più che altro ha dovuto risolvere diversi problemi aperti o lasciati insoluti dalla riforma Delrio (legge 56/2014) e dall’ultima legge di stabilità. Partendo proprio dalle Province e dalle Città metropolitane, queste avranno la possibilità di approvare il bilancio solo annuale nel 2015 (e non obbligatoriamente per tre anni) e di utilizzare a preventivo l’avanzo di amministrazione destinato, novità che di fatto “certificano” che il taglio di risorse di un miliardo per il prossimo anno (e da due miliardi per il 2017) non permette di far quadrare i conti.

    Gli stessi enti potranno rinegoziare i mutui anche nel corso dell’esercizio provvisorio, utilizzando i risparmi anche senza vincoli di destinazione. Cade anche il vincolo di destinazione del 10% su quanto ricavato dalle alienazioni degli immobili all’estinzione anticipata dei mutui e alla copertura delle spese di investimento (ma questo anche per i Comuni).

    I Comuni

    Tra le misure economiche e finanziarie che li riguardano specificamente, senza trascurare i 100 milioni aggiuntivi per allentare il patto di stabilità 2015 e la riduzione delle sanzioni per chi ha sforato nel 2014, pesano molto i 530 milioni stanziati dal Governo a compensazione del minor gettito derivante dal cambio di tassazione tra l’Imu e la Tasi e dell’Imu sui terreni agricoli, il cui pagamento della prima rata è stato prorogato dal decreto di oltre quattro mesi (cioè al 30 ottobre senza interessi e sanzioni).

    Altri 30 milioni, inoltre, con un meccanismo di anticipazioni, vanno alle città con meno di 60mila abitanti con capacità fiscale superiore ai fabbisogni standard, che hanno subito cospicue riduzioni del Fondo di solidarietà comunale. Potranno fare ricorso al riaccertamento straordinario dei residui, inoltre, gli “enti sperimentatori” del nuovo sistema di contabilità (l’armonizzazione).

    Tutte misure, queste, in qualche maniera “concertate” con l’Anci e nelle Conferenze istituzionali. Il patto di stabilità, tra l’altro, è stato allentato anche per le Regioni che possono vantare soddisfacenti indicatori di tempestività dei pagamenti nello scorso anno.

    La sanità

    Sebbene il ministro Lorenzin parli solo di «riorganizzazione», i tagli alla sanità nel triennio 2015-2017 ci sono e ammontano a circa sette miliardi distribuiti equamente per anno. La parte maggiore dei risparmi dovrà esserci sull’acquisto di beni e servizi (1,3 miliardi), mentre la spesa farmaceutica dovrà calare di 308 milioni all’anno. Stretta anche sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale e sui ricoveri di riabilitazione: è l’inappropriatezza degli esami diagnostici ordinati troppo generosamente dai medici.

    Personale

    Oltre al rifinanziamento con 90 milioni dei servizi per l’impiego (il vecchio collocamento), il pacchetto dedicato al personale contiene tre misure principali per Regioni ed enti locali: possibilità di assumere personale da impiegare nei servizi scolastici ed educativi per ricollocare i dipendenti delle Province, opportunità per Province e Città Metropolitane che non hanno rispettato il patto nel 2014 di stipulare contratti a tempo determinato, redistribuzione del personale di polizia provinciale. I Comuni a vocazione turistica, inoltre, potranno assumere vigili stagionali, ma con contratto a tempo determinato che non può superare i cinque mesi. Reclutamento straordinario, inoltre, di 2.100 tra poliziotti e carabinieri, 400 finanzieri e 250 vigili del fuoco.

    Oltre al sostanzioso rifinanziamento dello “sbloccadebiti” (tre miliardi), infine, il decreto enti locali contiene diverse norme per sostenere localmente città e territori (si veda la scheda).

    Alessandro Vitiello – Il Sole 24 Ore – 16 agosto 2015 

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