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Sanità, Ulss ridotte e Azienda Zero tagliano il deficit. I dati della Regione: le 9 rimaste più le tre speciali abbassano di due terzi il rosso che c’era l’anno prima con 21 aziende

Nel passaggio da 21 a nove, e con il sostegno e la regia dietro le quinte della nuova Azienda Zero, il deficit delle Ulss venete si è ridotto di fatto di qualcosa come i due terzi del totale. Fa sicuramente impressione vedere i numeri del bilancio della sanità 2017 portati in Giunta regionale dall’assessore Luca Coletto e appena pubblicati. Un anno fa infatti, chiudendo i conti 2016, la somma dei risultati delle 22 Ulss allora esistenti – più le due grandi aziende ospedaliere e lo Iov – aveva dato un deficit globale di oltre 216 milioni, pur con un miglioramento rispetto ai -242 milioni accumulati nel 2015, mentre il 2014 si era fermato a -171 milioni. Tutte cifre che vale la pena di richiamare alla mente perché l’anno scorso, con le 22 aziende accorpate nelle nuove 9 Ulss venete, il conto è risultato drasticamente migliorato: -77,1 milioni, vale a dire poco più di un terzo del rosso che c’era appena un anno prima.

IL RUOLO DI AZIENDA ZERO. È facile vederci il primo effetto della grande riforma di economia di scala che il Veneto ha attuato nel 2016, varando la cosiddetta Azienda Zero che si è caricata di una serie di incombenze amministrative (gestione di gare, di acquisti e altro) che prima venivano gestite da ciascuna Ulss per conto suo. La Regione, sottolinea la delibera, «ha attribuito ad Azienda Zero un fondamentale ruolo operativo» nella Gsa-Gestione sanitaria accentrata: «È l’ente incaricato delle funzioni e delle responsabilità della Gsa e ha il compito di fornire indirizzi in materia contabile alle Ulss e agli altri enti, e di redigere il bilancio consolidato preventivo e consuntivo del servizio sanitario». E la prima notizia importante è che il bilancio della stessa Azienda Zero, approvato dal commissario Claudio Costa (in attesa della nomina del futuro dg) è andato molto bene già di suo: ha un utile di 134,4 milioni che deriva principalmente dalla differenza tra un valore della produzione di 595 milioni e costi di produzione per 466 milioni, oltre a una gestione straordinaria che ha fruttato 5,6 milioni dopo aver pagato tasse per soli 8mila euro.

I CONTI DELLE ULSS. La stessa Azienda Zero, come detto, ha “vegliato” sui bilanci delle singole Ulss e li ha poi verificati, e il risultato fa notizia. Solo due aziende su 12 infatti (tenendo conto anche delle Aziende ospedaliere e Iov) sono risultate in deficit, e anche se tutte le altre 13 mettono assieme soltanto un utile di 5,4 milioni, contro i -82 milioni che risultano dalla somma delle due Ulss in rosso, i numeri sono nettamente meno negativi del passato: come detto, il conto aggregato dà -77,1 milioni di euro. Da notare in particolare che le aggregazioni tra vecchie Ulss e il lavoro di Azienda Zero hanno permesso di recuperare deficit passati anche rilevanti nella zona della Pedemontana vicentina (Thiene più Bassano), nel Bellunese, nella Marca trevigiana, a San Donà per il Veneto orientale, a Padova nella nuova maxi-azienda e altrettanto a Verona, e poi anche nell’Azienda ospedaliera patavina. Viceversa, un semplice paragone dice che proprio le due Ulss in rosso, quella Veneziana e quella di Rovigo, si mantengono in linea con la somma dei deficit che si registravano in passato (vedi grafico), anzi con qualche peggioramento almeno dai primi conteggi sommari.

LA CURA HA FUNZIONATO. Va notato che in pieno 2017 la Regione aveva suonato l’allarme, perché i conteggi delle varie Ulss davano proiezioni di un deficit molto più pesante. Ma la cura evidentemente, più qualche cifra in più arrivata da Roma rispetto a quelle che erano le previsioni dei mesi precedenti, ha dato i suoi effetti. «L’equilibrio di gestione della sanità veneta per il 2017 – sottolinea la delibera – è stato raggiunto anche attraverso l’applicazione di una serie di interventi tra i quali: politiche di contenimento dei costi, attraverso la fissazione di limiti massimi di costo; misure volte alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse impiegate e alla riduzione della costosità del Sistema sanitario, mediante l’assegnazione di obiettivi e di indicatori di performance ai Direttori generali; costante monitoraggio dell’andamento dei conti economici in corso di formazione durante l’anno». Come ogni anno, alla fine dei conti, la Regione ha applicato il “gruzzolo” trattenuto a livello centrale (i 134 milioni di utile di Azienda Zero, in questo caso) al deficit delle sue Ulss: ne esce che il 2017 si chiude con 57,3 milioni di risultato di esercizio. E anche se a Roma i conteggi più restrittivi dello Stato dicono che l’avanzo è di 51,8 milioni, il risultato resta notevole. La Giunta si è riservata di ufficializzare più avanti i conti consolidati e la destinazione dei soldi.

Piero Erle – Il Giornale di Vicenza – 17 agosto 2018

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