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Sanità veneta. Azzalin (Pd): “Il nuovo numero verde per la Sanità attivato dalla Regione stravolge l’organizzazione dei servizi e favorisce una logica clientelare”

“Il nuovo numero verde sulla Sanità, si prospetta come un’altra ‘amicopoli’ in salsa leghista, come sta accadendo per l’accorpamento delle ULSS”. Questa la denuncia sollevata dal consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin, primo firmatario di un’interrogazione, rivolta al Presidente Luca Zaia, sottoscritta da tutto il gruppo consiliare.

“Ci giungono numerose segnalazioni di utenti- afferma Azzalin- che con una sola chiamata sono riusciti a bypassare le normali procedure che regolano l’accesso ai servizi, ottenendo una sorta di corsia preferenziale”. “Il numero per la ‘patient care satisfaction’- prosegue il consigliere regionale – è stato istituito per sottoporre richieste ed esporre suggerimenti o reclami al fine di rendere sempre più interconnesso e dinamico il rapporto tra il Servizio Sanitario e i suoi fruitori, come recita testualmente il testo della deliberazione di Giunta”. “Tuttavia – incalza Azzalin – le funzioni del numero verde si sovrappongono a quelle affidate dalla Legge n. 150/2000 agli Uffici per le relazioni con il pubblico, che vengono sviliti. Inoltre, sulla base di quanto ci è stato riferito, c’è una gestione disinvolta delle criticità dei servizi, soprattutto per quel che riguarda le liste di attesa”. “Le informazioni raccolte- precisa Azzalin- vengono trasmesse a Direttori generali, Primari e Capi servizio, scavalcando quindi il ruolo dei Centri Unici Prenotazione (Cup) e stravolgendo l’organizzazione sanitaria”. “La cosa più grave – prosegue il consigliere PD – è che in questo modo si agevolano procedure discrezionali con favori a singoli utenti, che diventano più uguali di altri. Se questo deve essere il metodo con cui la maggioranza intende procedere anche per la riorganizzazione delle ULSS c’è poco da stare tranquilli: si conferma il prevalere di una logica clientelare”. “Pertanto – conclude Azzalin – chiediamo alla Regione di rivedere le funzioni e il ruolo del servizio di  ‘patient care satisfaction’, per tutelare il diritto di fruire in modo equo dei servizi sanitari in Veneto, sulla base delle procedure e della legislazione vigente”.

29 settembre 2016 

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