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Sanità veneta convenzionata chiusa per ferie. Da domani la protesta, 3 settimane di stop in agosto

Tre settimane di stop in agosto, proteste il 16 luglio: il comitato di crisi veneto promette un’estate bollente. Lavoratori del comitato di crisi della sanità veneta ancora sul piede di guerra.

Si è svolta nei giorni scorsi alla Fornace Carotta di Padova la sesta assemblea per decidere l’avvio di altre proteste contro i tagli della Regione Veneto alla sanità convenzionata.

Dopo la firma da parte delle associazioni di categoria all’accordo triennale (la delibera 441) che prevedeva lo stanziamento di un extrabudget come recupero parziale rispetto ai tagli della delibera 2621 in cambio di ulteriori abbassamenti delle tariffe delle prestazioni sanitarie, la giunta regionale e le ulss hanno attualmente applicato solo la seconda parte dell’accordo (quello relativo alla scontistica).

 “In molti casi – commenta il comitato in una nota – il mancato rispetto dell’accordo non solo ha invalidato la programmazione del numero di prestazioni giornaliere che le aziende avevano pianificato e sapevano di poter fornire al cittadino, ma evidenzia una malafede insita nell’accordo stesso che mette ancora più in luce, se ancora ce ne fosse bisogno, la volontà di marginalizzare ed eliminare progressivamente questa tipologia di servizio sanitario a disposizione dei cittadini”.

Inoltre dalla schede di dotazione ospedaliera e territoriale, che hanno l’obiettivo di programmare il futuro della sanità regionale, “Si evince con chiarezza la totale esclusione dei servizi sanitari erogati dalle aziende ambulatoriali convenzionate, soggetti territoriali d’eccellenza accreditati a svolgere un servizio pubblico qualificato ai cittadini, tant’è che non vengono neppure menzionati”.

In risposta a questa situazione il comitato ha organizzato l’assemblea che ha acceso un dibattito tra imprenditori e lavoratori della sanità che ha permesso di programmare una nuova stagione di proteste.

Un primo gruppo di iniziative sarà messo in atto il 16 luglio: presidi di protesta di fronte alla giunta regionale a Venezia e alla ulss 16 di Padova, interruzioni simboliche del lavoro (time out), volantinaggio nelle strutture e all’esterno, banchetti informativi e gruppi di manifestazioni in varie cittadine del Veneto.

Le aziende presenti numerose all’Assemblea hanno deciso quest’anno di chiudere per ferie le proprie sedi in segno di protesta per tre settimane nel mese di agosto, contrariamente alla prassi comune consolidata da anni che le vedeva aperte per tutto il mese.

Questa azione risulterà particolarmente importante nell’area padovana dove l’impatto dei servizi convenzionati è maggiore rispetto ad altre aree; l’iniziativa è comunque estesa alle altre aziende della regione e alcune strutture anche non presenti all’assemblea stanno già dando la loro adesione.

Il primo elenco delle aziende che hanno deciso di aderire all’iniziativa delle “ferie di protesta” è:

Bordin Anna, Ponte S. Nicolò (Pd)

Ceam Lab. Analisi, Scorzè (Ve)

Cemes srl, Padova

Centro Medico Serena, Padova

Centro di Attività Motorie, Rovigo

Centro Medico di Fisioterapia, Padova

Centro SS. Trinità, Padova

Citotest Laboratorio Analisi, Sarmeola di Rubano (Pd)

Data Medica Padova s.p.a.

Euganea Medica srl, Padova

Fisiomed RS 25, Padova

Fisioterapica Medica Studi e Ricerche srl, Padova

Gruppo Pavanello Sanità, Padova

Gruppo I-Med, Padova

Ida spa, Padova

Istituto Sherman, Venezia

Istituto Soncin, Padova

Poliambulatorio Arcella sas, Padova

Radiologia Clinica srl, Padova

Radiologia Specialistica Prof. Stelio Vio sas, Padova

Studio Fisioterapico Riviera srl, Mira (Ve)

Studio Radiologia Diagnostica srl, Padova

Il comitato infine si è aperto tramite voto unanime al coinvolgimento permanente degli imprenditori e amministratori della sanità ambulatoriale convenzionata veneta a partecipare alle prossime riunioni in forma stabile. “Questa novità è particolarmente significativa e dà una cifra nuova al Ccrsv che diviene così un’agorà dove si confrontano le problematiche a tutti i livelli e si generano proposte a 360 gradi divenendo una nuova piattaforma non solo per protestare contro i tagli attuali della Regione ma anche per generare proposte e progetti da usare come contributo costruttivo nei tavoli di trattative con le istituzioni”.

Nord Est sanità – 15 luglio 2013 

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