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Sanità veneta. Direttori generali tutti confermati. Sufficienza ampia per i dg che ora valutano i propri collaboratori. Incognita Ulss 7

L’anno nuovo inizia con la riconferma dei manager della sanità veneta. Come anticipato dal Gazzettino dopo il passaggio nella quinta commissione regionale, restano in sella tutti i vertici delle nove aziende sanitarie, delle due ospedaliere e dello Iov. Si tratta di undici direttori generali e di un commissario, quello dell’Ulss 7 Pedemontana, che però nel 2020 potrebbe essere soppressa.

LE GRIGLIE In occasione della verifica, prevista dalla delibera regionale alla fine del terzo dei cinque anni di contratto, non è stato necessario attendere il completamento delle griglie di valutazione con i giudizi delle Conferenze dei sindaci. Già i voti della Giunta e del Consiglio avevano fatto sfiorare, se non nettamente sorpassare, l’asticella della soddisfazione di 70 centesimi, ritenuta necessaria e sufficiente per la prosecuzione degli incarichi. La somma delle pagelle stilate dal Balbi e da Ferro Fini, infatti, aveva già dato questi risultati: 80 punti su 100 all’Ulss 1 Dolomiti (dg Adriano Rasi Caldogno); 77,15 all’Ulss 2 Marca Trevigiana (Francesco Benazzi); 70,05 all’Ulss 3 Serenissima (Giuseppe Dal Ben); 73,95 all’Ulss 4 Veneto Orientale (Carlo Bramezza); 75,75 all’Ulss 5 Polesana (Antonio Compostella); 66,20 all’Ulss 6 Euganea (Domenico Scibetta); 78,50 all’Ulss 7 Pedemontana (prima Giorgio Roberti , ora Bortolo Simoni); 76,30 all’Ulss 8 Berica(Giovanni Pavesi); 69,00 all’Ulss 9 Scaligera (Pietro Girardi). La soglia minima è stata dunque praticamente già superata, anche senza gli apporti dei primi cittadini.

A maggior ragione per gli altri tre enti che compongono il sistema sanitario regionale e che non devono attendere i riscontri dei Comuni: l’azienda ospedaliera di Padova (85,90: Luciano Flor), quella di Verona (94,90: Francesco Cobello) e l’Istituto oncologico véneto (93,15: prima Patrizia Simionato, poi passata ad Azienda Zero, ora Roberti).

A CASCATA Il meccanismo prevede che adesso, a cascata, ciascun riconfermato dg possa del settore amministrativo, dell’ambito sanitario e dei servizi sociosanitari. È il caso ad esempio dell’Ulss 2 di Treviso, dove alla fine di dicembre il direttore Benazzi ha ritenuto di non rinnovare la fiducia al direttore sociosanitario Pier Paolo Faronato.

IL CASO PEDEMONTANA Un approfondimento a parte merita inoltre l’azienda sanitaria di Bassano del Grappa, che insieme a quella di San Dona di Piave era sopravvissuta nel 2016 all’accorpamento delle Ulss a livello provinciale. Secondo un’indiscrezione di Palazzo, l’incarico dell’attuale commissario Simoni non sarebbe stato trasformato in un contratto da direttore generale, in quanto avrebbe comportato una durata minima di tre anni più due, mentre la Regione vorrebbe tenersi aperta la porta l’anno prossimo per abolire l’Ulss 7 Pedemontana e accorparla alla 8 Berica. Un rischio che la 4 Veneto Orientale non correrebbe, in quanto giustificata dalle spiagge. Ma è presumibile che la folta pattuglia vicentina in Consiglio regionale sarebbe pronta a dare battaglia, di fronte ad una proposta del genere

IL GAZZETTINO

foto d’archivio

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