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Sanità veneta, lotta in maggioranza per il nuovo assessore e intanto le delibere importanti restano al palo

Corveneto. Le dimissioni da assessore, non da consigliere regionale perchè con queste voci di probabile rimpasto al governo non si sa mai, Luca Coletto le ha date subito dopo la nomina a sottosegretario alla Salute, avvenuta il 29 novembre scorso. Ma il governatore Luca Zaia non ha ancora designato il nuovo assessore alla Sanità, nonostante sia ormai chiara l’opzione Manuela Lanzarin, che dovrebbe aggiungere la delega al referato al Sociale, già suo. Ieri, tra l’altro, Zaia l’ha portata con sè all’inaugurazione delle nuove idroambulanze all’ospedale civile di Venezia, ma l’incoronazione ufficiale ancora latita.

E nel frattempo rimangono ferme le delibere importanti di Sanità, materia tornata in capo al presidente stesso, che ieri ha portato in giunta alcuni provvedimenti, ma non «pesanti». Il motivo dell’impasse starebbe nel suo tentativo di far digerire alla maggioranza la scelta di non nominare un altro assessore, ma di restare a quota 9, per evitare di dover rimescolare le deleghe. Accontentando qualcuno e facendo arrabbiare gli altri. Le varie anime della coalizione di governo, infatti, scalpitano: i padovani vogliono Fabrizio Boron, presidente della commissione Sanità (il quale peraltro frena: «Non lo farei mai, ho assolto in tre anni e mezzo il compito di far approvare in commissione il Piano sociosanitario, sul mio futuro decido io»); i veronesi spingono Alessandro Montagnoli; i trevigiani pretendono il loro spazio.

E poi c’è chi non digerisce il doppio incarico alla Lanzarin: «E’ vero, è brava, però…». Però tempo non ce n’è: a gennaio incombono le schede ospedaliere. (m.n.m.)

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