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Sanità veneta: Pd, bilancio in attivo? No, artifizio contabile

«Ogni giorno progressivo scadimento: personale che si riduce per mancato rinnovo del turnover, reparti che chiudono. Siamo in attesa da troppo tempo in commissione del Pssr»

“L’esser passati nel giro di pochi mesi da un deficit tale da far temere il rischio di commissariamento ad una situazione positiva con, addirittura un attivo di 12 milioni di euro, non è un miracolo della sanità veneta e della Giunta Zaia che la gestisce, ma, più prosaicamente, un artifizio contabile”.

Questa, in sintesi, la posizione del gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale che oggi a palazzo Ferro-Fini ha incontrato i giornalisti per spiegare la sua interpretazione delle novità delle finanze sanitarie annunciate, in questi giorni, dal Presidente Zaia . “Siamo sinceramente soddisfatti, anche perché non abbiamo mai voluto “gufare”, che lo spettro del commissariamento sia stato allontanato – ha affermato il consigliere Claudio Sinigaglia vicepresidente della commissione sanità – però è bene che i cittadini veneti sappiano che il deficit strutturale dei conti sanitari veneti rimane. Il deficit di 431 milioni relativo all’esercizio 2010 si è ridotto, grazie, soprattutto, ad ulteriori risorse reperite dal Fondo Sanitario Nazionale, a 224 milioni. Questa cifra negativa messa a confronto con quella di 236 milioni che viene presentata come positiva, ma che in realtà è l’ammontare degli ammortamenti che si dovranno pagare negli anni successivi, dà come risultato un “più 12 milioni” che, in realtà, è un cifra virtuale”.

“A fronte di questo deficit strutturale con il quale nei prossimi anni si dovranno fare i conti – ha aggiunto la capogruppo del Pd in Consiglio regionale Laura Puppato – dobbiamo registrare ogni giorno un progressivo scadimento della sanità veneta: personale che si riduce per mancato rinnovo del turn-over, reparti che chiudono, e, naturalmente liste di attesa che si allungano”. Per i consiglieri regionali del Pd la situazione contabile dovrà essere affrontato con l’introduzione dell’ addizionale Irpef, per altro già programmata per il 2012, oppure con l’arrivo di altre risorse statali, oppure con l’aggravarsi di questo deficit strutturale che oggi si finge di non vedere”.

“Finora da parte della Giunta – hanno rilevato i consiglieri Stefano Fracasso e Bruno Pigozzo – non sono arrivate proposte di livello strategico per affrontare la situazione sanitaria. Siamo in attesa del famoso Piano Socio Sanitario Regionale che da troppo tempo attendiamo in commissione. Quando lo affronteremo porremo come obiettivo principale la difesa dei servizi sanitari erogati sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.

“Gli artifizi contabili – ha concluso Franco Bonfante vicepresidente del Consiglio regionale – hanno anche dei risvolti politici che riguardano l’assestamento degli equilibri di potere all’interno della Lega. Ad esempio il miglioramento dei conti dell’Ulss 22 di Bussolengo (dovuti peraltro in gran parte all’aumento dei contributi versati dalle altre Ulss per le convenzioni con i due ospedali privati della zona di Negrar e Peschiera) ha fatto alzare le quotazioni della Lega Veronese e quindi, a Flavio Tosi, a scapito della componente trevigiana che fa capo al segretario Gobbo.

Arv 3 maggio 2011

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