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Sardegna. Emergenza Blue tongue e “mancata prevenzione”: veterinari pubblici in rivolta

Per il Sivemp dev’essere istituita un’autorità sanitaria e una cabina di regia. Stanchi di rincorrere le emergenze, i veterinari del sindacato di medicina pubblica manifestano il proprio disagio. Se ne fa interprete Angela Vacca, segretaria regionale del Sivemp Sardegna, che comprende circa l’80 per cento dei veterinari delle Asl sarde

«La Regione si dimostra sorda alle richieste del sindacato e continua ad affrontare le problematiche veterinarie e la programmazione con un’organizzazione dei servizi veterinari regionali inadeguata. Servizi gestiti da dipendenti senza alcuna competenza in materia». Le recenti riforme costituzionali hanno passato alle Regioni diverse competenze in materia sanitaria e – dicono dal Sivemp – la Sardegna avrebbe dovuto predisporre un’Autorità sanitaria. Sta proprio qui il nocciolo del problema a quanto pare poiché nulla di tutto ciò è stato fatto. Non ci sono medici veterinari nell’assessorato alla Sanità a preoccuparsi dell’organizzazione, programmazione e prevenzione del settore, oltre alle emergenze quali peste suina o lingua blu. «Oggi i servizi dell’assessorato», dice Vacca, «sono gestiti da ingegneri e biologi i quali, non potendo dare risposte ai problemi specifici del settore, si avvalgono di veterinari inviati dalle Asl per brevi periodi. Inutili sono state le richieste di incontri con i diversi assessori per parlare del problema. L’unico incontro che siamo riusciti a ottenere è stato con il Capo di gabinetto”. Un vuoto organizzativo che si ripercuote nel quotidiano lasciando le Asl sole a organizzare i diversi servizi, senza un reale coordinamento del territorio su base regionale. Non è un caso, dicono, se oggi, all’interno dell’emergenza lingua blu, ancora non ci sia un decreto dell’assessorato per quel che riguarda le vaccinazioni. La richiesta del Sivemp è della costituzione di una direzione veterinaria, una cabina di regia con personale “selezionato col criterio della meritocrazia attraverso procedure concorsuali”. La necessità è di un servizio vigile, capace di programmare le azioni di sanità pubblica e di intercettare in tempo reale i problemi del territorio.

La Nuova Sardegna – 9 settembre 2013 

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