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Verona. Invasione di topi: colpa di caldo e siccità. L’Amia: «Possiamo contenere la proliferazione con le esche». L’Ulss: «Non sono aumentati i roditori, ma gli avvistamenti»

Non tentateli con il formaggio. Molto meglio optare per gusti più forti e particolari come salvia, menta oppure ciocolato.Contrariamente a ciò che insegna il credo popolare, è più semplice acciuffare un topo usando queste esche che con un bel pezzo di groviera o di grana. Parola di chi, in queste settimane agostane, si sta occupando di disinfestare la città dai ratti.

Quest’anno, le segnalazioni di avvistamenti di grossi roditori che zompettano allegramente per le vie e i vicoli del centro storico si sono moltiplicate rispetto agli anni scorsi. Tuttavia, rassicurano gli esperti dell’Ulss 20 e dell’Amia, gli avvistamenti frequenti non sono indice di una crescita esponenziale della popolazione di ratti che normalmente vive sotto il suolo. «Piuttosto, le condizioni meteo di questa estate, con un caldo torrido e lunghi periodi di siccità, ha spinto più in superficie i topi alla ricerca d’acqua. L’anno scorso, con condizioni altrettanto anomale ma opposte, con molte piogge, ciò non si è verificato affatto», spiega Fabrizio Vedovi, titolare della ditta Disinfestazione Vedovi che da tempo si occupa di eliminare queste presenze da condomini, aziende e singoli appartamenti. «Un’impresa difficile, in cui contano tecnica ed esperienza ma anche una buona dose di fortuna», ammette Vedovi.

Ma se la presenza dei topi in casa, negli scantinati o nei magazzini può essere eliminata, pensare di sterminare la popolazione dei ratti in città è pura utopia.

Gli esemplari che vivono nella pancia del centro storico – qui presenti più che in periferia a causa della maggiore concentrazione di attività, ristoranti, panifici, pasticcerie – sono migliaia. Popolano le fogne e corrono lungo le reti dei sottoservizi: vere e proprie autostrade e vie di comunicazione per i roditori nostrani.Tanto che, a volte, provocano danni rosicchiando la guaina dei fili elettrici e soprattutto delle fibre ottiche che sentono morbida e tiepida e viene scambiata per cibo. «Puntare a risolvere definitivamente la questione di questi roditori, volgarmente chiamati pantegane lunghe coda e tutto fino a 30 centimetri, non sarebbe realistico. Ciò che si può fare, e si sta facendo, è arginare e contenere la proliferazione di questi animali», spiegano dall’Amia. E a tal fine, la città è disseminata di esche topicide: sono 1.500 i presidi fissi che, periodicamente vengono posizionati nei luoghi segnalati.

Il servizio di deratizzazione è affidato all’Amia e coordinato dal Servizio di Veterinaria dell’Ulss 20 che tiene costantemente monitorata la situazione.«La percezione è che quest’anno ci siano più topi ma in realtà a noi non risultano situazioni anomale: si tratta semplicemente di un numero maggiore di avvistamenti», conferma Massimo Valsecchi del dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 20.«Le esche vengono inserite dentro ad una scatola i cui accessi sono molto piccoli e dunque si tratta di un sistema mirato, sicuro per gli animali d’affezione.

Tra l’altro, la dose di veleno è calibrata per l’organismo che deve colpire. Si tratta di sostanze dai sapori sempre diversi che non provoca la morte subito ma in un secondo momento: piccoli e detestati dalla maggior parte delle persone, i topi sono in realtà degli animaletti molto intelligenti che non si lasciano catturare o ingannare facilmente. Per questo cambiamo frequentemente posto alle esche», aggiungono dall’Amia.

Ilaria Noro – L’Arena – 27 agosto 2015 

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