Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Notizie»Sbloccato il Dl liste d’attesa: controlli light sulle Regioni. Il Pd all’attacco: «Da decreto fuffa a decreto zuffa». Il via libera del Senato entro domani
    Notizie

    Sbloccato il Dl liste d’attesa: controlli light sulle Regioni. Il Pd all’attacco: «Da decreto fuffa a decreto zuffa». Il via libera del Senato entro domani

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati17 Luglio 2024Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email
    Il Sole 24 Ore, Marzio Bartoloni. Sanità. Dopo la bocciatura di Lega e governatori saltano le verifiche dirette sulle Asl. Il Pd all’attacco: «Da decreto fuffa a decreto zuffa». Il via libera del Senato entro domani
    La guerra dichiarata dal Governo alle liste d’attesa troppo lunghe perde una prima importante arma. Il ministero della Salute non potrà infatti più intervenire direttamente sanzionando gli ospedali che fanno aspettare troppo i cittadini per ricevere le cure, i controlli sulla corretta gestione delle liste d’attesa resteranno infatti in capo alle Regioni – in particolare ai «Ruas», i nuovi responsabili unici regionale dell’assistenza sanitaria – e solo in caso di ritardi e gravi inadempienze potranno scattare i poteri sostitutivi di Roma. Con il nuovo Organismo di vigilanza da istituire al ministero che non potrà più svolgere funzioni di polizia amministrativa e giudiziaria.

    Eccolo il risultato del braccio di ferro tra Governo e Regioni che ha visto lo scontro arrivare anche all’interno della stessa maggioranza con la Lega schierata a fianco dei Governatori (con l’eccezione del Lazio) nella richiesta di cancellare quell’articolo 2 del decreto liste d’attesa che metteva in piedi una macchina dei controlli molto stringenti per evitare abusi a livello di Asl come quello di chiudere le agende delle prenotazioni che condannano i cittadini ad attese infinite per una visita o un esame. Ma questa nuova macchina è stata giudicata come una invasione di campo da parte di Regioni e leghisti che alla fine l’hanno spuntata. E così dopo questa difficile mediazione approvata ieri sera in commissione Sanità del Senato che ha il sapore di una retromarcia – avallata anche dalla premier Meloni – il provvedimento si avvicina al primo traguardo e cioè il via libera di Palazzo Madama atteso per domani senza porre la questione di fiducia, per arrivare poi al sì definitivo della Camera che deve convertire in legge il decreto entro il prossimo 6 agosto.

    Il percorso di questo provvedimento approvato dal Governo alla vigilia delle elezioni europee ha avuto fin qui un percorso molto accidentato a partire dal nodo iniziale e cioè quello di avere a disposizione risorse fresche molto limitate utilizzate per detassare gli straordinari di medici e infermieri (200 milioni scarsi nel 2025 e poi circa 130 milioni nel 2026 e 2027). Una dote esigua rispetto ai fabbisogni di una Sanità in grande affanno che aveva fatto insorgere l’opposizione con la segreteria del Pd Elly Schlein che lo aveva definito allora un «decreto fuffa» e ora torna all’attacco ribattezzandolo «decreto zuffa»: «Sembra che Meloni sia più preoccupata di tener buono Salvini che di salvaguardare la salute degli italiani», ha insistito ieri durante una conferenza stampa organizzata dai Dem al Senato che chiede di ritirare il decreto. «È sbagliato, privo di nuove risorse e mostra un atteggiamento vessatorio verso le regioni come se la maggioranza si stesse costruendo un alibi». Plaude invece la Lega («siamo soddisfatti si sia trovata una soluzione ragionevole») mentre Maurizio Gasparri annuncia che Forza Italia « si farà carico in futuro di avanzare una proposta più ampia di riforma della sanità».

    Il decreto interviene su diversi fronti prevedendo la possibilità di fare visite ed esami anche sabato e domenica con orario prolungato e ricorrendo all’intramoenia o ai privati se la lista d’attesa è troppo lunga (su questo un emendamento ne disciplina meglio le modalità). Nasce poi una piattaforma nazionale per monitorare i tempi di attesa mentre i Cup dovranno riunire tutte le prestazioni disponibili del pubblico e dei privati convenzionati. Scatta il divieto di chiudere le agende delle prenotazioni, mentre un sistema di “recall” eviterà il fenomeno delle prestazioni prenotate e non effettuate perché il paziente non si presenta (chi da “buca” pagherà lo stesso il ticket). Infine tra gli emendamenti del relatore Ignazio Zullo (Fdi) approvati ieri sera arriva anche una corsia preferenziale per i malati cronici o per chi è colpito da una malattia rara: «Per questi pazienti non si passerà dal Cup per prenotare la prestazione di cui hanno bisogno. Se un malato oncologico ha bisogno di una Tac urgente sarà il medico che lo ha in cura a occuparsi direttamente della prenotazione».

    Post Views: 1.031
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteLa Consulta demolisce il Jobs Act. Reintegra estesa ai licenziamenti per giustificato motivo oggettivo
    Precedente Corruzione a Venezia: assessore arrestato, Indagati Brugnaro e un imprenditore
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.