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Schmallenberg, dati epidemiologici: nuovo rapporto Efsa. Il virus si diffonde in altre aree d’Europa

1a1a1a_0a01aaaaaaaaaasmahllEfsa ha pubblicato il nuovo rapporto relativo agli ultimi dati epidemiologici disponibili sull’incidenza del virus “Schmallenberg” (SBV) in Europa. L’analisi fornisce una panoramica della situazione SBV dopo 1 anno dalla comparsa dei primi casi (periodo di riferimento dal 1 ° agosto 2011 al 31 luglio 2012) oltre che un aggiornamento degli allevamenti colpiti di recente. Tutti i Paesi interessati hanno comunicato il numero di allevamenti colpiti dal virus. Come metodi di conferma sono stati utilizzati il rilevamento virale mediante la reazione a catena della polimerasi (PCR), la prova di neutralizzazione del virus o la conferma sierologica. Intanto sale a tre il numero di casi sospetti del Schmallenberg virus nel Sassarese. Agli allevamenti isolati ieri a Mores e a Sassari si e’ aggiunto un possibile focolaio a Ozieri, in un’azienda con 534 ovini in cui sono stati segnalati 13 aborti sospetti.

L’Asl 1 di Sassari attende gli esiti delle analisi sui campioni di Mores e Sassari inviati all’Istituto zooprofilattico di Teramo. In Sardegna finora l’unico caso accertato e’ stato confermato ieri a Tertenia, in Ogliastra. Le aree di sorveglianza nel Sassarese sono ora tre con 156 aziende coinvolte, 3.649 bovini, 37.933 ovini e 203 caprini sottoposti a monitoraggio. “L’allarme resta alto”, fanno sapere dal Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, che ha invitato gli allevatori ad adottare le misure di profilassi necessarie a ridurre la presenza e la proliferazione degli insetti vettori, risanando e bonificando le zone dove dimorano abitualmente gli animali. Le aziende zootecniche sono preoccupate per la produzione dell’agnello e del latte, in quanto la patologia, veicolata da un insetto simile a quello vettore della lingua blu, puo’ avere un impatto rilevante in questo periodo in cui gli ovini stanno partorendo. 

Ma tornando al rapporto Efsa sulla situazione europea, non vengono segnalati nuovi casi in Belgio e Spagna. Nel mese di agosto sono stati segnalati 294 allevamenti con sintomi della sindrome di hydranencephaly/arthrogryposis (AHS) nei bovini.

A settembre e ottobre si è registrata una diminuzione del numero di allevamenti con sintomi di AHS. Tuttavia, casi acuti nei capi adulti sono stati segnalati durante i mesi di agosto, settembre e ottobre. Bisogna però sottolineare che il numero di Paesi che riportano casi acuti nei capi adulti è limitato, questo a causa della natura transitoria e non specifica dei sintomi rilevati.

In base all’analisi temporale effettuata, il rapporto mostra come il virus Schmallenberg  continui a circolare in Europa, visto che nuovi casi sono stati rilevati lo scorso ottobre.

Nel precedente rapporto pubblicato da EFSA lo scorso maggio erano 8 gli Stati membri (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito) che confermavano casi di SBV nei propri allevamenti. Durante la scorsa estate sono stati segnalati nuovi casi anche in altri Paesi, tra cui Danimarca, Finlandia, Polonia, Svezia e Svizzera, nonché in nuove regioni della Francia, Regno Unito e Germania. Ma nuovi casi di SBV sarebbero stati individuati anche in Austria e Irlanda. Il virus continua quindi a diffondersi anche in nuove aree d’Europa ed è probabile – secondo gli esperti di Efsa – che possa fare la sua comparsa nelle regioni meridionali e orientali dell’Europa nel prossimo anno.

I dati a disposizione si basano sul confronto tra il numero di capi affetti da SBV confermati e il numero totale degli allevamenti in ciascuna località interessata per specie. In questo modo il rapporto rileva come in tutti i Paesi interessati il numero di capi infetti sia basso rispetto al totale degli allevamenti, facendo risultare un 6,6% per gli ovini e un 4% per i bovini.

Efsa  precisa che i dati contenuti vanno interpretati con cautela in quanto difetti di comunicazione o la mancanza di conferma possono influenzare il rapporto.

Link

Leggi il rapporto

La relazione Efsa di maggio

23 novembre 2012

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