Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Scomparsi sei animali su dieci. Living Planet Report 2018, dossier denuncia del Wwf sui vertebrati «I danni causati dall’uomo in 44 anni»
    Notizie ed Approfondimenti

    Scomparsi sei animali su dieci. Living Planet Report 2018, dossier denuncia del Wwf sui vertebrati «I danni causati dall’uomo in 44 anni»

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati31 Ottobre 2018Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Abbiamo fatto scomparire, in 44 anni, il 60 per cento degli animali vertebrati. Vite di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi cancellate per colpa dell’inquinamento dell’aria e dei mari, della sparizione senza freni di foreste e habitat naturali, azzerati per fare posto all’agricoltura. E adesso, con i tre quarti della superficie del pianeta pesantemente modificata dall’uomo, «il nostro futuro è a rischio». Un allarme che viene dall’ultimo, drammatico, rapporto realizzato dal Wwf in collaborazione con la Zoological Society of London che rileva scientificamente la salute del pianeta.

    I numeri contenuti nel dossier — che ha preso in esame quattromila specie — sono quelli di un massacro. Nel 1970 gli elefanti, in Africa, erano un milione e 300 mila: oggi sono meno di un terzo, 415 mila. Sempre 48 anni fa si contavano 38 mila tigri nel Sudest asiatico: adesso non superano le quattromila. Uno scenario destinato a peggiorare, visto che nel 2010 questo declino — che uno studio pubblicato dalla National Academy of Sciences definisce apertamente «estinzione di massa, la sesta nella storia della Terra» — era fermo al 52 per cento. Ma nel 2014 (ultimo anno con dati complessivi disponibili) la sparizione dei vertebrati è salita al 60 per cento.

    «Siamo come sonnambuli che camminano velocemente verso il burrone» è l’immagine usata dal direttore scientifico del Wwf Mike Barrett per il quale «distruggere la natura equivale a mettere a repentaglio le basi della nostra vita». Principale responsabile di questo sterminio «è l’uomo, con il suo comportamento», si legge nel «Living Planet Report 2018», la ricerca condotta da 59 scienziati di tutto il mondo.

    Le cause stanno in un elenco che comprende il sovrasfruttamento e la distruzione degli ambienti naturali, il cambiamento climatico, l’inquinamento, la moltiplicazione di dighe e miniere. Di questo passo, prevede il Wwf, nel 2050 solo il 10 per cento del pianeta risulterà non condizionato dal peso delle attività umane. Fattori che intanto stanno minando la sopravvivenza di ottomila e 500 specie a rischio.

    In testa alla «lista rossa» elaborata dallo «Iucn» — l’Unione mondiale per la conservazione della natura — ci sono i delfini della specie «vaquita»: non più di 30, ormai, nel Golfo della California. Non superano i 70 esemplari i «leopardi dell’Amur» sparsi tra Mongolia, Cina e Russia. Nel Nord Carolina, invece, di «lupi rossi» se ne contano non più di 150.

    La lista tocca anche l’Italia dove non mancano specie a rischio. I n primis l’orso marsicano: solo 50 nel Parco nazionale dell’Abruzzo. Poi «l’aquila del Bonelli», appena 40 coppie in Sicilia. E infine i gipeti — gli «avvoltoi barbuti» —: 150 esemplari oggetto di un programma di ripopolamento sulle Alpi.

    «Oggi possiamo ancora fare una scelta — riflette Marco Lambertini, direttore generale di Wwf International —: essere i fondatori di un movimento globale che punti a cambiare la nostra relazione con il pianeta per garantire un futuro per tutti, oppure essere la generazione che ha avuto un’occasione e l’ha fallita. La decisione però è soltanto nostra».

    Corsera

    Post Views: 172
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Seguente«Il futuro fa paura. Calano i consumi e aumenta l’invidia sociale». Pugliese (Conad): l’export da solo non basta
    Precedente Settantamila isolati e senza luce, in crisi anche gli ospedali. «I supermercati si svuotano». Intere valli irraggiungibili per le frane. Tetti divelti e auto danneggiate
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.