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Scontro sui dipendenti delle Province abolite. Comuni e Regioni senza fondi per assumere 20.000 esuberi. Governo sotto al Senato

Maratona nella notte per la legge di Stabilità 2015 che oggi dovrebbe approdare in aula al Senato con l’obiettivo di tornare domenica 21 alla Camera per l’approvazione definitiva. Dopo il pacchetto di emendamenti del governo che hanno allargato il patto di Stabilità per le Regioni di un miliardo, ieri in Commissione Bilancio di Palazzo Madama sono stati sciolti molti degli altri nodi, dall’Irap, ai Fondi pensione, ai forfait per i redditi “minimi”, all’allentamento della stretta sui patronati.

Ma sì è registrato anche un incidente per il governo che è andato sotto nel voto in Commissione: è stato approvato con un voto di scarto un emendamento, a firma Luciano Uras (Sel), che stanzia 5 milioni a favore delle scuole elementari e medie inferiori della Sardegna danneggiate dall’alluvione, su cui governo e relatore avevano espresso parere contrario.

Intanto arriva il pacchettoterremoti: dopo Catania 1990, entrano in “Finanziaria” Abruzzo, Emilia Romagna e alluvione di Genova. Le case crollate all’Aquila non dovranno pagare la Tasi. Salta invece, perché dichiarato non ammissibile, l’emendamento del governo sulla moratoria per il controllo delle armi sceniche per facilitare le riprese del film «007» a Roma. Manovra e congiuntura: vede «rosa » per il prossimo biennio la Confindustria, con Pil in leggera risalita. Ieri è scoppiato il caso dei 20 mila dipendenti delle Province che, dopo l’abolizione, cioè la perdita di funzioni e di organi elettivi, si troveranno dal prossimo anno con esuberi di personale. La Stabilità prevede due anni di mobilità e poi l’ingresso nella disponibilità della pubblica amministrazione: dunque o il trasferimento in altri ambiti pubblici o il licenziamento. I sindacati Cgil-Cisl-Uil sono sul piede di guerra ma anche l’Anci, le Province e le Regioni. L’idea del governo è di trasferire 8.000 dipendenti al ministero del Lavoro e i restanti 12 mila alle Regioni e ai Comuni. L’Anci tuttavia teme che in prima battuta i dipendenti vengano scaricati sui Comuni e solo successivamente allo Stato, alle Università, alle agenzie o agli enti pubblici economici. Su tutto regna l’incertezza sulle risorse per assumere i 20 mila: enti locali e Regioni al momento non hanno disponibilità.

Viene invece risolto il nodo dell’Irap per 1,4 milioni di aziende che non hanno dipendenti: l’abolizione dall’imponibile del costo del lavoro ha infatti favorito la maggior parte delle aziende ma non quelle senza dipendenti che al tempo stesso hanno visto tornare l’aliquota, ridotta prima dell’estate al 3,5 per cento, al livello del 3,9. Soluzione anche per il problema dei «minini» per le partite Iva che, prima della legge di Stabilità, avevano un forfait del 5 per cento Irpef sotto i 30 mila euro di ricavi. La “Stabilità” alla Camera ha portato l’imposta sostitutiva al 15 per cento e ha elevato le soglie per alcune categorie fino a 40 mila euro. Un emendamento del relatore Santini (Pd), porta la soglia uguale per tutti a 20 mila euro. Parziale accordo sulla tassazione dei Fondi pensione e le Casse di previdenza: la tassazione era stata portata dal governo dall’11 al 20 per i Fondi e dal 20 al 26 per le Casse. Dopo proteste e polemiche scenderà, ma solo nel caso di investimenti in attività produttive: al 12 per i Fondi e al 20 per le Casse. In tutti gli altri casi resta uguale, come resta invariato l’aumento della tassazione del Tfr dall’11 al 17 per cento.

Repubblica – 18 dicembre 2014 

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