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Scoperti 13 assenteisti dipendenti del Garante dei detenuti

Da controllori a controllati si potrebbe dire. Al termine di indagini dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo – Dipartimento Pubblica Amministrazione, i Finanzieri del locale Comando Provinciale hanno individuato casi di assenteismo che hanno riguardato 13 dipendenti dell’Ufficio del “Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale”.

«L’operazione – spiega il tenente colonnello Fabio Ranieri, comandante del Gruppo Tutela spesa pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo – è nata da un esposto. Il monitoraggio è durato un mese e poi abbiamo sequestrato gli aattestati delle presenze che i dipendenti compilavano per attestare le rpesenze, visto che nella struttura non si utilizzano badge per il controllo delle presenze».

Monitorati mentre andavano al bar

In particolare, i militari del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di polizia tributaria, grazie a telecamere nascoste in prossimità degli ingressi dell’Ufficio del Garante e attraverso appostamenti, pedinamenti e servizi di osservazione, hanno monitorato per oltre un mese alcuni dipendenti che, durante l’orario di servizio, erano soliti assentarsi dal proprio posto di lavoro per recarsi, spesso in gruppo, presso bar e altri esercizi commerciali a Palermo, anche per diverse ore nell’arco della stessa giornata.

Alcuni non si presentavano mai in ufficio

Alcuni dei dipendenti “osservati” non si presentavano affatto in ufficio pur risultando presenti, altri impiegavano anche 2 ore per la pausa pranzo (a fronte dei 30 minuti previsti) o addirittura non rientravano affatto in ufficio, altri ancora hanno maturato oltre 20 ore di assenza nell’arco di una sola settimana.

Sequestrati i fogli presenza

Successivamente, i Finanzieri hanno perquisito l’Ufficio del Garante rinvenendo e sequestrando i “fogli di presenza” giornalieri compilati e sottoscritti dai dipendenti che erano risultati assentarsi ripetutamente dal proprio posto di lavoro. È stata così rilevata la non rispondenza degli orari riportati sui “fogli presenza” con quelli effettivamente svolti nell’arco delle giornate oggetto di video-riprese e pedinamenti.

Danno all’Erario per 250mila euro

Il danno subito dall’Erario a causa delle ore di servizio retribuite ma non prestate è stimabile, orientativamente, in 250 mila euro. Le indagini proseguono per fare luce anche su altri aspetti relativi alle modalità di gestione e funzionamento complessivo dell’Ufficio.

Ilsole24ore.com – 22 settembre 2012

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