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Scoperto a Roma un caso di peste suina africana. Sui Colli Euganei scatta l’allerta cinghiali. Nel Padovano si contano 320 allevamenti di maiali

Il recente caso di peste suina africana scoperto in un cinghiale infetto nell’area protetta dell’Insugherata, in periferia di Roma, il primo lontano dall’area rossa di Piemonte e Liguria, ha fatto scattare l’allarme sui Colli Euganei e sulle pianure circostanti dove il numero degli ungulati è ancora molto elevato. I primi a preoccuparsi sono gli allevatori suinicoli che temono per il pericolo che il virus entri nei loro allevamenti.

Nella provincia di Padova si contano 320 allevamenti professionali e altri 1.500 allevamenti domestici, per una produzione di oltre 24 mila tonnellate di carne, destinata per la maggior parte alle denominazioni di origine protetta. “Il proliferare della presenza di cinghiali che dalle campagne arrivano ormai fino in città” ricorda Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova “è ormai sotto gli occhi di tutti, come i danni economici provocati alle aziende agricole e i numerosi incidenti che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini. Serve responsabilità delle istituzioni per un immediato intervento di contenimento e l’avvio di un piano di monitoraggio ed emergenza”.

La peste suina africana può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per questi animali, mentre non è trasmissibile all’uomo e nessun problema riguarda la carne. “Abbiamo più volte evidenziato il rischio dell’infezione attraverso i cinghiali e la necessità della loro riduzione numerica attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo previste per legge e le azioni programmabili nelle aree protette, come i Colli Euganei”, aggiunge Bressan. “Finora è mancata l’azione di prevenzione, come abbiamo ripetutamente denunciato nelle sedi istituzionali e con manifestazioni di piazza. Anche in questi giorni stiamo raccogliendo segnalazioni di raccolti distrutti anche nella zona pedecollinare, interi campi di mais “arati” dai cinghiali che scavano solchi profondi per mangiare le piante”. Secondo Coldiretti una popolazione così numerosa di ungulati su un territorio circoscritto come quello degli Euganei, aumenta il fattore di rischio di diffusione della peste suina, una malattia che può portare pesanti perdite negli allevamenti di suini. “Un motivo in più per proseguire sul contenimento in tutta la provincia, nell’area del Parco Colli come nelle altre zone a partire dalla Bassa padovana fra Ospedaletto, Este e Granze”, conclude Bressan.

Sull’emergenza legata al sovrapopolamento dei cinghiali, il consigliere regionale Enoch Soranzo (FdI) in una missiva inviata all’assessore regionale Cristiano Corazzari chiede di intervenire subito con misure di prevenzione per scongiurare pesanti piani di abbattimento: “Dobbiamo evitare che la situazione degeneri in maniera incontrollata e valutare in questa fase, finché ciò è ancora possibile, un intervento massiccio con l’impiego di metodi di prevenzione quali i recinti, i chiusini e le barriere: la priorità è il ripristino della sicurezza di queste aree e la tutela delle zone rurali e dei centri abitati interessati”.

Il Mattino di Padova

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