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Scordamaglia: «I macelli italiani sono luoghi sicuri e salubri. La Ue armonizzi le regole di sicurezza sanitaria e protezione dei lavoratori»

Micaela Cappellini. «L’Italia non è la Germania, e non è nemmeno gli Stati Uniti. I nostri macelli garantiscono tutti gli standard di sicurezza necessari per tutelare i lavoratori e garantire la qualità e la salubrità della carne che viene prodotta». Luigi Scordamaglia, vicepresidente di Assocarni, interviene sullo scandalo che ha travolto i macelli tedeschi, rivelatisi focolai di coronavirus così come quelli statunitensi. Un settore strategico, quello dell’industria delle carni e dei salumi, che in Italia vale 30 miliardi di euro.I casi di contagio da coronavirus ci sono stati anche nei macelli italiani, come dimostrano i dati sulle assenze per congedo forniti dalle stesse associazioni imprenditoriali…

Era impossibile che le imprese di macellazione fossero esenti, così come non sono stati esenti molti luoghi di lavoro. Ma le posso assicurare che l’incidenza delle infezioni da coronaviurs nelle grandi strutture di macellazione del Nord Italia, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, è stata così bassa da risultare inferiore alla percentuale di popolazione generale infettata. Parlo di province particolarmente colpite dal virus, come Modena o il Lodigiano. E i dati ci dicono che chi ha lavorato nei macelli di queste aree si è ammalato di meno di chi è rimasto a casa dal lavoro.

Perché allora i macelli tedeschi si sono rivelati dei focolai di coronavirus?

In Germania le industrie della carne, per la macellazione, fanno ricorso a cooperative itineranti, al cui interno trovano occupazione soprattutto lavoratori dell’Est Europa. Sono squadre che si spostano di azienda in azienda e sono sottoposte a ritmi di lavoro insostenibili, con nessun obbligo di distanziamento sociale durante il processo produttivo. Si tratta di persone che viaggiano, vivono e dormono insieme, il che naturalmente ha favorito il contagio. In Italia questo tipo di cooperative è illegale. Ed è questa una delle ragioni per cui la carne tedesca costa meno di quella italiana: rivolgersi a queste cooperative è di sicuro un modo per abbassare i costi della macellazione. Il vero problema è che l’Unione europea non ha mai armonizzato le norme di regolamentazione e di protezione dei lavoratori. Altrimenti oggi in Germania non saremmo arrivati a questa situazione.

Anche nei focolai dei macelli statunitensi il problema è il ricorso alle cooperative?

No, negli Usa la questione è differente. La legge americana sposta le garanzie sul prodotto finale, la cui sicurezza sanitaria nel piatto è assicurata dal fatto che la carne, appena prima di essere messa in commercio, subisce tutta una serie di trattamenti di decontaminazione, con l’acido lattico o con il cloro per esempio, che da noi in Italia sono vietati. Durante il processo di macellazione, al contrario, tutte le operazioni sono più veloci e molte procedure sanitarie vengono saltate. Ecco perché negli Usa i contagi sono stati più facili. In Italia, invece, la sicurezza sanitaria deve essere garantita lungo tutta la fase di lavorazione.

Gli scandali che hanno colpito i macelli tedeschi in questi giorni si sono ripercossi sui comportamenti di acquisto dei consumatori italiani? Avete registrato un calo nell’acquisito della carne?

Ad oggi i consumatori italiani non sono stati influenzati dalla vicenda dei macelli tedeschi. I consumi di carne in Italia sono sì calati, ma al pari di quelli di frutta, verdura e altri generi alimentari. E la colpa è della crisi economica,che sta riducendo drasticamente la capacità di acquisto delle famiglie italiane.

Il Sole 24 Ore

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