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Scuola. I nodi restano mascherine e tracciamento. In diversi territori nessuna indicazione sull’organico aggiuntivo Covid

Se la prima scommessa sulla scuola, vale a dire il rientro in presenza degli studenti per l’avvio del nuovo anno scolastico, ieri 3,9 milioni di ragazzi sono tornati tra i banchi, è stata sostanzialmente centrata, diversi sono i nodi che ancora restano da sciogliere. Non solo per farla proseguire in presenza (superiori in primis). Ma anche per provare ad aprirsi e innovarsi, facendo tesoro dell’esperienza di questi due anni di emergenza sanitaria (e di diffuso ricorso alla Dad).

Le difficoltà più ricorrenti ieri sono state all’infanzia, con i controlli della certificazione verde anche per i genitori entrati assieme ai bambini negli spazi interni e nelle aule (soprattutto per gli inserimenti) e gli assembramenti, tra le 8 e le 9, all’esterno degli istituti primari, nonostante in molti territori si sia optato per gli ingressi scaglionati.

«In varie scuole spesso sono le segreterie ad essere sguarnite – ha evidenziato il numero uno dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, al termine del primo giorno di scuola ieri, e mancano all’appello molti direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga)». Nonostante le assunzioni, non ci sono ancora 1.479 Dsga (in Lombardia ne manca uno su due – dati Anquap). Sempre rimanendo in tema personale, in diversi territori non è ancora stata data indicazione sull’organico aggiuntivo Covid (contratti a termine al momento fino al 31 dicembre) da far arrivare ai singoli istituti per rafforzare le competenze; e per iniziare ad affrontare, anche attraverso fondi aggiuntivi messi in campo dall’Istruzione, il nodo (storico) delle classi sovraffollate,che sono il 2,9%, secondo l’ultimo dato fornito dal ministero dell’Istruzione.

Da definire nei dettagli è poi tutto il piano di screening degli studenti. Al momento, la proposta – che potrebbe essere allargata – è di sottoporre a screening in 1-3 plessi sentinella di tutte le 107 Province italiane 110mila alunni al mese, di età compresa tra 6 e 14 anni per una popolazione complessiva di 4,2 milioni di studenti. Nei primi due mesi la raccolta del campione salivare spetterà alle Asl o al personale della Difesa ma il test sarà a carico delle famiglie.

I presidi hanno poi chiesto al Parlamento una modifica al dl sul green pass: di stabilire un numero di giorni di sospensione minimo del prof titolare senza green pass, tipo 15 giorni, in modo da rendere appetibile la supplenza per chi deve assumerla (considerando che sono ancora 100mila prof e Ata senza vaccino).

La vera sfida è evitare il ritorno alla Dad. Ma non sempre sarà possibile (a norme invariate). «Quando si registrerà un alunno positivo, il protocollo prevede di mettere in quarantena tutta la classe: per sette giorni gli alunni vaccinati e per dieci giorni quelli non vaccinati. In questi casi, la Dad sarà inevitabile», ha chiosato Giannelli, ricordando come il distanziamento, quest’anno, non è più obbligatorio (ma ci sono i vaccinati).

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