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Scuole di specializzazione di area sanitaria. Nuovo stop. Le proteste di Ordine, sindacati e associazioni mediche

La decisione del ministero dell’Università a seguito di una pronuncia del Consiglio di Stato che, a seguito dei ricorsi presentati da alcuni candidati, ha stabilito che “le ulteriori operazioni concorsuali andranno svolte successivamente alla decisione cautelare collegiale che sarà presa il 15 dicembre”. Ma per il Mur “La decisione non avrà alcun impatto sul percorso formativo degli specializzandi”. E il nuovo stop solleva le proteste di Ordine, sindacati e associazioni mediche.

Nuovo stop alle procedure concorsuali per le scuole di specializzazione di area sanitaria. A dare la notizia il Ministero dell’Università che in una nota stampa informa “i candidati al concorso di ammissione dei medici alle scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2019/2020 che il Consiglio di Stato, con decreto presidenziale n. 6948/2020, pubblicato in data 2/12/2020, nell’accogliere l’appello cautelare proposto dal MUR avverso i ricorsi di taluni candidati in relazione al quesito n. 87, sospendendo la sentenza impugnata, ha tuttavia espressamente aggiunto che “le ulteriori operazioni concorsuali (previste dall’adottando cronoprogramma per l’assegnazione delle sedi) andranno svolte successivamente alla decisione cautelare collegiale”, fissando la camera di consiglio per il 15.12.2020”.

“Pertanto, in ossequio alla predetta decisione del Giudice Amministrativo – sottolinea ancora il Mur – la fase delle assegnazioni dei candidati alle scuole che, in base al cronoprogramma di cui al DDG n. 37 del 30.11.2020 era prevista per la giornata del 3.12.2020, nonché le successive fasi della procedura, sono da intendersi temporaneamente rinviate di qualche giorno”.

Il ministero specifica inoltre che a seguito della pubblicazione della decisione che il Consiglio di Stato adotterà nell’udienza collegiale fissata per il prossimo 15 dicembre, sarà reso noto il cronoprogramma aggiornato delle successive fasi della procedura concorsuale.

“La necessità di intraprendere tale strada – conclude la nota del ministero – non avrà alcun impatto sul percorso formativo degli specializzandi, come già condiviso dal Ministro Manfredi con le Università, essendo volta a tutelare le loro prerogative, ancor di più in questo particolare momento storico”.

SSM 2020: siamo pronti a scendere in piazza!

“Un ritardo inaccettabile”. “A meno di un mese dalla presa di servizio, prevista per il 30 dicembre, non si sa ancora quale sarà il destino di oltre 23.000 medici aspiranti specializzande e specializzandi dope quest’ennesimabattuta d’arresto delle procedure concorsuali di SSM 2020: al contrario di quanto annunciato, non è stato dato il via alle assegnazioni, ma dopo una giornata di voci e incertezze il MUR ha confermato che queste non avverranno prima del 15 dicembre”, denuncia l’associazione “Chi si cura di te?” cui aderiscono diversi medici specializzandi, corsisti di medicina generale e i cosiddetti “camici grigi”.

“Un ritardo inaccettabile – stigmatizza l’associazione – con continui rimandi che sono la conseguenza di come il MUR ha gestito con disorganizzazione, superficialità e scarsa trasparenza questo concorso fin dalla stesura del bando”.

Proteste anche da Anaao Giovani e ALS che si dicono “disgustate per l’ennesimo rinvio delle assegnazioni, e quindi delle immatricolazioni, relative al Concorso per la specializzazione in medicina 2020”.

“Il Sig. Ministro del Mur Gaetano Manfredi – scrivono in una nota congiunta – unico responsabile di una gestione disastrosa dell’intera procedura concorsuale, ci ha finalmente “messo la faccia” pur non assumendosi alcuna responsabilità. Siamo stufi di chiedere da mesi un confronto che sistematicamente non avviene per la mancata presenza del Ministro. Da mesi abbiamo evidenziato che le ultime modifiche del bando scoprivano il fianco a ricorsi. Siamo stufi di dover accogliere ciclicamente rinvii e sconsiderati scaricabarile, il cui unico effetto è alimentare la sfiducia nei confronti dell’esecutivo ministeriale”.

“È indecoroso e offensivo – proseguono – dover attendere sempre l’ultimo momento per dare questo tipo di comunicazioni, quando era possibile, in via ufficiale, trasparente e collaborativa, ottenere un risultato decisamente più soddisfacente per tutti. Nonostante vi sia un dialogo intermediato con il Sig. Ministro, ci dispiace dover constatare che tale confronto non risulta essere costruttivo, vedendo le nostre richieste ed i nostri appelli ignorati di continuo”.

“Chiediamo un atto di responsabilità e serietà: finalizzazione delle procedure concorsuali e la conseguente e inevitabile presa d’atto di aver gestito questa vicenda nel peggior modo possibile e che sia decretata la fine di questo impianto concorsuale per l’accesso alle specialità e soprattutto che l’attuale inquadramento del medico in formazione venga profondamente riformato a favore di una reale formazione-lavoro”, concludono le due sigle.

E ancora proteste anche dall’Intersindacale (Anaao Assomed – Cimo-Fesmed – Aaroi-Emac – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Fp Cgil Medici E Dirigenti Ssn – Fvm Federazione Veterinari e Medici – Uil Fpl Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria Sanitaria – Cisl Medici). “In un momento di grave crisi sanitaria – sottolienano i sindacati in una nota – si continua a perseverare nel vergognoso “ping pong” tra le Istituzioni a danno dei giovani medici che attendono di accedere alle scuole di specializzazione”.

“Lungaggini burocratiche insopportabili – aggiungono – rispetto alle quali le Organizzazioni sindacali della dirigenza medica chiedono di sbloccare con urgenza le assegnazioni per consentire ai colleghi di avere certezze e finalmente pianificare il proprio futuro. Intanto si chiede ai medici pensionati di tornare in corsia e, contemporaneamente, si impedisce ai giovani medici di fare il loro percorso di formazione lavoro”.

“Non è più tempo di “giochetti”, il Covid ha portato morte e sofferenze, soprattutto tra gli operatori sanitari che non sono più disponibili a fare sconti a nessuno. Se Ministro e Dirigenti del Ministero Università e Ricerca non sono in grado di svolgere il loro dovere di assicurare ai nostri giovani colleghi un percorso di formazione professionale e di successivo avvio al lavoro senza continui e inspiegabili intoppi, è giunto il momento che lascino i loro incarichi”, concludono.

E infine interviene anche la Fnomceo. “Porre termine alla storia infinita e paradossale, che potrebbe essere la trama di un romanzo di Kafka o la sceneggiatura di un’opera di Samuel Beckett, del Concorso per le Scuole di Specializzazione. E permettere al maggior numero possibile di giovani colleghi di accedere ai percorsi formativi post lauream”. È questo l’auspicio del Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli.

La Fnomceo riperoccrre le tappe: prima, la prova rimandata di due mesi, per l’emergenza Covid; poi, il blocco, a causa dei numerosi ricorsi, della graduatoria, che avrebbe dovuto essere pubblicata il 5 ottobre, per arrivare il 13 all’assegnazione.

Ancora, la pubblicazione, il 26 ottobre, della graduatoria provvisoria, con il differimento delle successive fasi relative alla scelta di tipologia e sede e all’assegnazione dei candidati alle tipologie prescelte, secondo un cronoprogramma pubblicato poi il 9 novembre e aggiornato, alla luce dell’esito dei diversi contenziosi, il 30 novembre.

Entro il 1° dicembre i candidati avrebbero dovuto comunicare la propria scelta, per dar modo al Mur, il Ministero dell’Università e Ricerca, di assegnare, il 3 dicembre, i candidati alle scuole. Ieri, 3 dicembre, appunto, l’ennesima doccia fredda per i candidati, informati dal Mur, con una nota, dell’ennesimo ritardo.

“Comprendiamo il disagio dei colleghi, estenuati dai continui ritardi e costretti ad attendere ancora per sapere quale sarà la loro destinazione, proprio nell’anno in cui il Governo ha aumentato a 14.500 i posti nelle Scuole – afferma Anelli -. Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutti coloro che si sono dovuti licenziare dalle RSA, dalle USCA, dalle Guardie Mediche, a tutti i colleghi che stanno tenendo in sospeso le loro vite, professionali e private, in attesa di conoscere l’esito”.

“Confidiamo che i Giudici del Tar decideranno in maniera saggia e celere, per permettere l’attivazione dei corsi nei tempi previsti – conclude -. Il nostro Servizio sanitario Nazionale ha disperatamente bisogno di nuovi specialisti. I nostri giovani colleghi hanno il diritto di programmare il loro futuro. Tutto questo il Governo sembra averlo compreso, investendo in un numero di borse che è il più alto degli ultimi anni. Siamo certi che la volontà sia quella di non ritardare ulteriormente i processi formativi, risolvendo la questione e tenendo conto dei fabbisogni dei nuovi specialisti. Per il futuro, crediamo sia giunto il momento di porre fine a questo percorso a ostacoli, facendo, per legge, corrispondere il numero delle lauree in Medicina al numero dei posti nelle Scuole di Specializzazione e al Corso di Formazione specifica per la Medicina Generale”.

04 dicembre 2020

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