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Sentenza Consulta. Recupero delle trattenute su Tfr e prelievo contributo solidarietà. Fvm attiva procedure richieste rimborso

1a1a1_0a00aaabusta-paga-638x425La sentenza della Corte costituzionale 223 del 2012 pone fine al contenzioso sulla trattenuta del 2,5% applicata in busta paga ai dipendenti pubblici dal 2011 ad oggi dichiarandola illegittima. Come illegittima è stato dichiarato l’ingiusto tributo (extra aliquota 5%) imposto oltre i 90mila euro sulle buste paga esclusivamente dei dirigenti pubblici. Nel primo caso i dipendenti pubblici hanno diritto alla restituzione del 2,5% dell’80% della retribuzione mensile, trattenuto dagli enti di cui sono dipendenti, in tutte le buste paga dal 2011 ad oggi (quasi 2 anni). Così come i dirigenti sopra i 90mila euro annui hanno diritto al rimborso del prelievo ingiustamente trattenuto. Leggi a questo proposito di seguito il comunicato Fvm.

Sulla questione relativa alle ritenute subite, erano già intervenuti alcuni Tribunali e Tar su scala nazionale, condannando l’ente pubblico di turno alla restituzione. Restituzione, come detto, negata a più riprese. Con la sentenza della Corte Costituzionale è ormai certo il diritto al rimborso.

Va però chiarito che si tratta di un problema nazionale, di un problema per il Governo, per i vari enti interessati, i dipendenti pubblici sono milioni. E le cifre da rimborsare arrivano a milioni di euro per gli enti pubblici. Si è in attesa di una reazione ufficiale su come gli enti intendono rimborsare quanto trattenuto in questi due anni. Agire per le vie legali, tramite ricorso in Tribunale, è solo l’ultimo degli atti da compiere, se si è costretti per il reiterato rifiuto degli enti a rimborsare. Ad oggi, forti della sentenza della Corte Costituzionale, si possono attivare procedure iniziali di richiesta formale e legale di restituzione delle somme. Misure meno costose, meno impegnative. E che interrompono qualsiasi prescrizione

La comunicazione Fvm

Procedimento per il recupero delle indebite trattenute a seguito della Sentenza n. 233 del 8/10/2012 della Corte Costituzionale.

Oggetto e contenuti della Sentenza n. 233 del 8/10/2012 della Consulta sono ormai noti, seppure nessuno o quasi si preoccupi di sottolineare, oltre all’intervento sulla trattenuta del 2,5% quale accantonamento finalizzato alla “liquidazione”, anche la vicenda dell’ingiusto tributo (extra aliquota 5%) imposto oltre i 90.000 Euro sulle buste paga dei Dirigenti esclusivamente pubblici. Occorre comunque fare il punto circa l’efficacia, i dovuti ed i possibili effetti della Sentenza, ma soprattutto sulle azioni opportunamente esperibili da parte di ciascun dipendente delle PP.AA. e specificamente da parte dei medici e dei veterinari delle Aziende sanitarie, al fine di ottenere anche quanto economicamente dovuto. Sono già stati oggetto di proposte di varie OO.SS. percorsi diversi nella forma ma sostanzialmente produttivi di analoghi effetti. Abbiamo consultato i nostri legali e, considerate le possibili evoluzioni normative, pur auspicando che non ripropongano con pervicacia penalizzazioni già ritenute indebite dal più autorevole Giudice del Paese, non pare opportuno adire immediatamente le sedi giurisdizionali (proporre cause) bensì tempestivamente e formalmente chiedere alle Amministrazioni l’applicazione della sentenza anche con i dovuti effetti economici – stipendiali, al fine sia di valutarne le risposte sia della necessaria interruzione dei termini prescrizionali. FVM ha perciò predisposto una procedura che è oggetto di comunicazione ai Segretari Aziendali per il tramite delle Segreterie Regionali in questi giorni, affinché tutti i colleghi iscritti vengano tutelati mediante la proposizione di atti efficaci ed uniformi, attraverso un procedimento che veda il concreto e diretto coinvolgimento degli iscritti stessi da parte dei livelli locali. Invitiamo tutti a prendere dunque contatto nei prossimi giorni con le proprie segreterie locali FVM.

Aldo Grasselli, Presidente FVM

Francesco Medici, Vicepresidente FVM

26 ottobre 2012

 

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