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Verona. Il veterinario: «Al canile severità, l’adozione non è diritto»

Come regalo per la bella pagella molti ragazzi chiedono ai genitori di prendere un trovatello «Strada sbarrata se non viene superato il questionario», dice il dottor Pagan. Niente cuccioli agli anziani se non c´è un familiare

Un cane in regalo per la promozione. È la richiesta che molti genitori potrebbero ricevere in questi giorni dai loro figli. «Accogliere un cane in casa non è un gioco e adottare un randagio è invece un impegno», ammonisce il dottor Andrea Pagan de Paganis, responsabile del canile sanitario dell´Ulss 20 di via Campo Marzo. Dove gli ospiti, purtroppo, non mancano mai.

PIU´ ABBANDONI. «Sarà colpa della crisi», annota il veterinario, «ma quando in una famiglia i soldi scarseggiano i primi a saltare sono gli animali. Siamo tornati a più di mille catture l´anno, non accadeva da almeno un decennio».

Il desiderio dei ragazzi, quindi, può trasformarsi in una seconda occasione per quegli sfortunati animali. «Sia ben chiaro però», avverte il responsabile del canile, «che non diamo il cane in adozione a chiunque, non è un diritto. Vogliamo che l´animale vada a stare bene, che sia accudito come si deve e non corra il terribile rischio di finire nuovamente sulla strada e per questo dobbiamo fare una selezione preventiva degli adottandi».

IL QUESTIONARIO. Lo strumento utilizzato è costituito da una serie di domande, predisposte da esperti di comportamento animale. «Le risposte ci permettono di capire se la persona è in grado di accogliere un cane in casa e se le sue condizioni e abitudini sono compatibili con l´animale», spiega il dottor Pagan, «e la severità del giudizio finale punta a abbattere la percentuale di ritorni e a individuare l´accoppiata ideale. Limiti vengono previsti anche per gli anziani: a loro non affidiamo un cucciolo, a meno che un familiare non s´impegni per iscritto a farsene carico in caso di ricovero prolungato».

IL SOPRALLUOGO. Superato lo scoglio del questionario, l´aspirante padrone viene portato da un addetto del canile a visionare l´ospite. Si consiglia in base al tempo e allo spazio disponibili, fino a quando viene individuato il cane giusto».

CONTROLLO MEDICO. A questo punto, il prescelto viene portato in ambulatorio per una visita di controllo. «nell´occasione spieghiamo all´adottante la storia clinica dell´animale», illustra il responsabile del canile, «le vaccinazioni fatte, consegniamo il libretto e, se il cane risulta in salute, si parte con la pratica amministrativa. Si va in ufficio, si firma l´affido che trasferisce l´intestazione del cane dall´Ulss 20 al nuovo padrone».

VERIFICHE. «Se l´adottante è un maggiorenne che vive ancora con i genitori, chiediamo comunque la presenza del padre o della madre, perchè purtroppo ci è capitato di dare cani in adozione a ragazzi che avevano agito contro il parere dei familiari. Non diamo volentieri cani in adozione neppure agli studenti universitari, perchè a causa delle loro prolungate assenze l´animale rischia di stare troppo solo o di essere affidato a genitori non particolarmente propensi a farsene carico. E non vogliamo che il cane soffra ancora».

 L’Arena – 6 giugno 2012

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