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Shock nel Casertano: raid incendiario nella casa del dirigente della task force dei veterinari antibrucellosi. Di Franco: un sistema che coinvolge anche parti delle istituzioni

Incendio a San Gregorio Matese, la casa di Marcello Di Franco in fiamme: nell’attico d’inizio 1900 è stata trovata una bombola del gas aperta. Rabbia e paura a San Gregorio Matese per l’incendio divampato nella casa di Marcello Di Franco, coordinatore della task force dei veterinari specialisti ambulatoriali che si occupa in tutta la Regione dei controlli antibrucellosi negli allevamenti bufalini.

Come riportato dal quotidiano Il Mattino, nell’attico d’inizio 1900 è stata trovata una bombola del gas aperta. Una bombola che avrebbe contenuto metano. Ad accorgersi del rogo sono stati gli operai che due giorni fa sono intervenuti per una precedente infiltrazione.

La reazioni

Di Franco ha commentato: “Mi è successo di subire minacce durante controlli su aziende del Litoreale Domitio, è capitato in passato. Ma mai mi sarei aspettato una cosa del genere. Duole dirlo, ma c’è un sistema che coinvolge anche parti delle istituzioni, persone strutturate nelle Asl. È il sistema che non funziona come se ci fosse l’Antistato nello Stato. Non riguarda il solo mondo allevatoriale, se ci sono legami con qualche politico o a qualche veterinario, il problema c’è”.

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Tante le reazioni e la solidarietà dopo il rogo appiccato nella casa di campagna di Marcello Di Franco, presidente nazionale della federazione specialisti ambulatoriali e veterinario capo della task force della Regione Campania, che si occupa dei controlli anti-brucellosi negli allevamenti bufalini e decide gli abbattimenti dei capi infetti.

Tra i primi attestati di sostegno c’è quello della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani: “Piena solidarietà e condanna dell’atto intimidatorio compiuto nei confronti del collega Marcello Di Franco Medico Veterinario in servizio presso la ASL Caserta e componente della Task Force regionale istituita per l’applicazione di un Piano straordinario di eradicazione delle malattie infettive-diffusive (brucellosi e tubercolosi) nella AASSLL di Caserta e Salerno. Persone, al momento non ancora identificate, hanno forzato il portone d’ingresso di una abitazione del professionista appiccando il fuoco a mobili e suppellettili, e poi con il chiaro intento di far saltare l’intero immobile hanno introdotto ed aperto la valvola di sicurezza di una bombola del gas. Non è la prima volta che il dott. Di Franco subisce atti intimidatori e minacce di morte. I carabinieri sono a lavoro per individuare i responsabili. Non si esclude che l’intimidazione sia da collegare all’attività istituzionale del professionista.
La Federazione rappresenta solidarietà e vicinanza al collega Presidente Nazionale della Federazione Specialisti Ambulatoriali.”

«Ho già sollecitato i ministeri della Salute e delle Politiche Agricole, competenti in materia, chiedendo una azione decisa per debellare i focolai di brucellosi sul territorio campano, in special modo nel casertano. A Marcello Di Franco va la mia massima solidarietà: lo inviterò presto in audizione alla Camera a raccontare ufficialmente cosa sta avvenendo», dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura.
«La Direzione strategica dell’Asl Caserta, e la dirigenza del dipartimento di Prevenzione, esprimono la propria piena vicinanza al dottore Marcellino Di Franco,  specialista ambulatoriale veterinario, per l’episodio accaduto ai suoi danni. L’Asl assicura il suo appoggio al collega, confidando in un rapido chiarimento dell’accaduto, e nell’individuazione dei responsabili», è la nota diffusa dall’azienda sanitaria locale.
«Ciò che è accaduto al dottor Marcello Di Franco è inqualificabile, a lui e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà», dice Gabriele Peperoni, vice presidente nazionale del Sindacato unico medici ambulatoriali italiano (Sumai). «Questo atto intimidatorio non deve restare impunito. L’attività dei medici veterinari in Campania è particolarmente delicata e soggetta a pressioni da parte di coloro che perseguono interessi personali a scapito della salute dei cittadini. Condanniamo fortemente l’atto e chiediamo all’autorità giudiziaria di fare piena luce sullo scellerato gesto che avrebbe potuto portare conseguenze più gravi al dottore Di Franco ed ai familiari»
Intimidazioni. I veterinari pubblici sono l’espressione dello Stato in materia di Sanità animale e Sicurezza alimentare. Non vanno lasciati soli

Nei giorni scorsi il dottor Marcello Di Franco, medico veterinario della ASL di Caserta, è rimasto vittima di un vile attentato ad una sua abitazione. Qualche giorno fa anche un collega della ASL di Foggia il dott. Antonio Caraffa  ha subito l’incendio della sua auto. Continua la serie di attentati intimidatori verso la categoria dei veterinari delle ASL che stanno combattendo contro le malattie degli animali a tutela della salute pubblica.

Si tratta nuovamente di tentativi di intimidazione che fanno parte della strategia di infiltrazione mafiosa e camorristica nella filiera zootecnica.

Chiediamo da tempo che i veterinari ufficiali che svolgono attività di controllo in zone critiche, come quelle della Campania, siano affiancati dalle forze dell’ordine e operino sempre in equipe in modo da non subire attacchi mirati alla persona.

Deve essere chiaro che le attività dei veterinari sono l’espressione dell’Autorità competente in materia di sanità animale e sicurezza alimentare, cioè il Ministero della salute, la Regione e l’Azienda sanitaria.

Sono questi i datori di mandato, sono queste istituzioni che perdono dignità e credibilità se i veterinari continuano ed essere oggetto di intimidazione e sono lasciati soli davanti ad ogni sorta di rischio.

In questi frangenti a pagare i danni morali e materiali è quasi sempre e solo il professionista medico veterinario mentre i vari anelli della catena di comando non si assumono nessuna responsabilità e onere.  E questo nonostante tali atti siano legati all’attività istituzionale svolta in nome e per conto di tali istituzioni.

Condanniamo con decisione l’ennesimo atto e chiediamo all’autorità giudiziaria di fare piena luce sull’accaduto, sugli esecutori e sui mandanti.

Quello contro Di Franco è stato un gesto vile che vuole essere un messaggio intimidatorio a tutti i veterinari del Ssn.

A quel messaggio mafioso rispondiamo con un nostro messaggio, un messaggio da medici veterinari, molto più esplicito e definitivo: i veterinari non mollano e vanno avanti con estrema determinazione per far saltare un sistema marcio di doppiezze, di connivenze e infiltrazioni, che danneggia tutti gli allevatori onesti e i consumatori.

I medici veterinari italiani sono un punto di forza della sanità pubblica nazionale e lo Stato e le Regioni devono sostenerli con misure eccezionali per preservarne le funzioni.

La Segreteria Nazionale SIVeMP

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