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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Sì all’origine carni in etichetta, ma il coniglio sfugge ancora
    Notizie ed Approfondimenti

    Sì all’origine carni in etichetta, ma il coniglio sfugge ancora

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche15 Luglio 2011Nessun commento2 Minuti di lettura
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    L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti. E come per i cittadini è importante indicare il luogo di nascita, così lo deve essere anche per gli alimenti. Questo il commento di Silvia Biasotto , responsabile Sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino (Mdc), dopo il via libera definitivo del Parlamento europeo alla nuova etichetta alimentare.

    La normativa è un importante progresso in termini di trasparenza e tutela del consumatore europeo, che potrà scegliere in modo consapevole cosa acquistare grazie a etichette più leggibili, complete e chiare. Tra le novità è da segnalare l’estensione dell’obbligo di indicare l’origine anche delle carni , fresche e congelate, diverse dalla bovina, come la carne di maiale, di agnello e il pollame (è ancora escluso il coniglio). Altro punto saliente del regolamento: il consumatore potrà trovare sull’etichetta i valori energetici e nutrizionali degli alimenti, nonché l’indicazione di allergeni per chi soffre di intolleranze alimentari. Ma al di là dei buoni risultati cui si è pervenuti, fanno discutere alcune lacune non colmate dalle nuove norme, come l’ingiustificata esclusione dal campo di nome, ragione sociale o marchio sull’alimento destinato al consumatore finale – sia esso produttore o venditore – è responsabile della completezza e veridicità delle informazioni riportate in etichetta. Per i prodotti extraeuropei è responsabile l’importatore. Dopo il passaggio al Consiglio Ue, gli Stati membri avranno 3 anni per applicare le nuove norme che dovrebbero diventare operative a fine 2014. applicazione del regolamento degli alimenti (carni, formaggi e salumi) preconfezionati e venduti in apposite vaschette nei supermercati. Altra battaglia irrisolta riguarda la mancata inclusione dell’obbligo di informazione circa la provenienza dei prodotti derivati dagli animali clonati . Un passo avanti è stato fatto, invece, per definire i ruoli degli operatori: chi appone il proprio

    fonte: Il Salvagente – 14/07/2011

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