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Stabilità. Si riapre il dossier sul Fisco. Via il tetto dei 3mila euro sulle detrazioni. Commissione finanze dice no alla retroattività

1a1a1_0a00adetrazioni-fiscaliI dossier consegnati dai partiti che sostengono il governo sono sul tavolo di Palazzo Chigi. E ora tocca al ministero dell’Economia fare la sintesi. Ordine dall’alto: cambiare, limare e migliorare ma non toccare i saldi finali. E, se possibile, chiudere i giochi entro il 31 ottobre, data ultima per la presentazione degli emendamenti. La legge di stabilità è ora un cantiere a cielo aperto. La novità più probabile riguarda il tetto dei 3mila euro che il governo intende applicare agli oneri detraibili. I tecnici di Via XX settembre stanno cominciando a studiare misure alternative rispetto all’impianto del testo approdato alla Camera per cercare di venire incontro alle richieste di Pd, Pdl e Udc che in questi giorni, fiancheggiate anche da Corte dei Conti e Istat, si sono esercitati in un cannoneggiamento continuo nei confronti del provvedimento. E intanto arriva anche il no della Commissione Finanze della Camera alla retroattività della stretta sulle detrazioni e deduzioni Irpef.

Alle porte novità su detrazioni, deduzioni, franchigie e anche sul contestatissimo innalzamento dell’Iva. Criticato nelle ultime ore anche dalla commissione finanze della Camera. La novità più probabile riguarda il tetto dei 3mila euro che il governo intende applicare agli oneri detraibili. Potrebbe saltare per evitare di penalizzare le fasce di reddito più deboli che attraverso questo consolidato meccanismo riducono le tasse da pagare.

Sulla questione, tra l’altro, grava un dubbio interpretativo: il tetto si applica alla spesa su cui calcolare la detrazione o alla detrazione stessa? Ovviamente l’ipotesi più conveniente per il contribuente è la seconda. Ad ogni modo, in caso di soppressione, il Tesoro calcola un minor gettito di 170 milioni l’anno più altri 130 legati alla retroattività che verrebbe meno.

Anche la cosiddetta franchigia è finita nel mirino. Il Ddl ne ha introdotta una di 250 euro a carico dei contribuenti con un reddito superiore a 15 mila euro annui per alcuni oneri deducibili ai fini Irpef. In sostanza, gli oneri per i quali viene introdotta la franchigia diventerebbero deducibili per la somma che supera 250 euro. In questo caso, l’ostacolo della copertura è piuttosto complicato da aggirare. Si parla di 1,6 miliardi nel 2013. Un problema non facile da risolvere, ma le voci che chiedono di correggere il progetto sono molteplici. Per le detrazioni Irpef si parla di una revisione selettiva e una indicazione, nei giorni scorsi, l’ha offerta il ministro dell’Economia Vittorio Grilli avanzando l’ipotesi di una soluzione agganciata al reddito Isee, che sarà rivisto entro fine anno. Un meccanismo utile anche a combattere le frodi.

Proprio ieri, tra l’altro Grilli, riferendosi all’evasione fiscale, ha parlato di «piaga che colpisce i contribuenti onesti deprimendo il gettito e alterando la sana competizione tra le imprese». Rivedere le detrazioni è un pallino del Pd. E pare che su questo tema ci siano margini di manovra.

I tecnici del Tesoro stanno passando al setaccio le 700 voci di spesa attraverso le quali i contribuenti abbattono il carico fiscale. Si tratta di materiale da maneggiare con cura perché la misura riguarda 20 milioni di contribuenti che detraggono spese, in media, per 1500 euro, con uno sconto di 270.

Tra le altre, ne sarebbero state individuate una decina (ad esempio spese veterinarie, spese per immobili di interesse storico, erogazioni alla Chiesa e ai partiti politici ) considerate meritevoli di essere accantonate. Su questo versante, si ipotizza di poter recuperare 400 milioni da indirizzare in qualche forma (taglio ai ticket e tasse universitarie ) verso le fasce di reddito più basse. Vale a dire i 10 milioni di incapienti che, rientrando nella area di esenzione fiscale, non godranno dei vantaggi legati della riduzione dell’Irpef (che vale 6 miliardi di euro ).

Uno dei nodi principali è l’opportunità di mantenere fermo il proposito di aumentare l’Iva. Il problema è che rinunciare a un punto di aumento delle aliquote sui consumi significa fare a meno di 3,3 miliardi di gettito nel 2013 e 6,6 nel 2014. L’aumento dell’aliquota al 22% riguarderà, fra gli altri, beni come abbigliamento, auto, telefonini e carburanti. E il governo non ci rinuncerà. Quanto all’aliquota all’11%, che grava su prodotti alimentari di largo consumo e sui medicinali, prende corpo la tentazione rinviare l’operazione. Quasi certo il dietro front sull’allungamento dell’orario di lavoro per i docenti da 18 a 24 ore. Possibile una soluzione intermedia a 20-21 ore.

Stretta su detrazioni e deduzioni Irpef, la commissione Finanze dice no

No della Commissione Finanze della Camera alla retroattività della stretta sulle detrazioni e deduzioni Irpef, nonché sulla determinazione del reddito di impresa agricola, contenute nella legge di Stabilità.

Statuto del contribuente, stop alle deroghe. Nel parere sul disegno di legge formulato oggi dalla VI Commissione di Montecitorio, il via libera alla legge di Stabilità viene condizionato dalla cancellazione delle deroghe allo Statuto del contribuente che nei fatti rendono retroattivo all’anno d’imposta 2012 l’applicazione della franchigia da 250 euro su deduzioni e detrazioni d’imposta, nonché l’applicazione del tetto di 3.000 euro all’ammontare delle spese detraibili. Secondo la Commissione Finanze, infatti, l’impatto congiunturale complessivo di queste misure, così come della riduzione di un punto percentuale sui primi due scaglioni Irpef destinata a produrre effetti benefici limitati, è difficilmente quantificabile.

Correzioni Irpef per scongiurare aumento Iva Per la Commissione il Governo dovrà destinare tutte le risorse disponibili alla sterilizzazione dell’aumento dell’Iva in arrivo per il 1° luglio 2013, ovvero correggendo le misure Irpef modulando meglio la combinazione tra interventi Irpef e quelli in materia di Iva. E questo intervenendo solo sul primo scaglione Irpef (aliquota dal 23 al 22%), ed eliminando la retroattività su detrazioni e deduzioni. L’intervento sulle agevolazioni fiscali, sempre secondo il parere espresso dalla commissione, dovrà essere operato dal Governo all’interno della delega fiscale oggi in discussione al Senato. Il tutto senza dimenticare i lavoratori incapienti.

Meno generiche le agevolazioni sulla produttività Tra le altre osservazioni formulate, la Commissione chiede di superare la genericità dell’attuale formulazione dell’agevolazioni sulla produttività. In questo senso sollecita il Governo a specificare nel disegno di legge alcune caratteristiche essenziali dell’agevolazione che nascerà dall’accordo tra le parti sociali e che sarà tradotto in un Dpcm entro metà gennaio. Sulle detrazioni e deduzioni, oltre alla cancellazione della retroattività, la Commissione chiede di specificare meglio la franchigia di 250 euro applicabile alle spese per le attività sportive che già oggi scontano un tetto di spesa di 210 euro. In questo modo la detrazione viene nei fatti cancellata. Sull’applicazione del tetto dei 3.000 euro, poi, è ritenuto troppo generico il concetto di riconducibilità degli oneri. Passo indietro su stretta per cooperative sociali Da cancellare, poi, la stretta sulle cooperative sociali. Mentre sulla Tobin tax la commissione chiede di distinguere, a parità di gettito complessivo, l’aliquota applicabile alle compravendite relative ad azioni da quella applicabile alle transazioni di strumenti finanziari derivati. E, all’interno di questi, andrebbe ulteriormente distinto il prelievo tra i contratti stipulati per finalità meramente speculative e quelli il cui utilizzo è direttamente connesso all’operatività di soggetti imprenditoriali a copertura dei rischi di fluttuazione della quotazione di materie prime o beni accessori per il processo produttivo, ovvero di monete.

Il Messaggero e il Sole 24 Ore – 25 ottobre 2012

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