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Sicurezza alimentare, relazione sul controllo degli additivi alimentari, dati 2018. Non conforme l’1,1% dei campioni analizzati

Il Ministero della Salute pubblica la Relazione al Piano nazionale additivi 2015-2018 relativa ai dati 2018. Complessivamente sono stati analizzati 2477 campioni, tra prodotti alimentari ed additivi tal quali, per un totale di 9203 determinazioni analitiche, di cui 546 riguardanti la valutazione dei requisiti di purezza degli additivi. Su 2477 campioni totali sono state riscontrate 27 non conformità, riguardanti tutte la linea di attività additivi alimentari/alimenti, corrispondenti all’1,1% dei campioni analizzati.

Analisi dei dati

L’analisi dei dati ha evidenziato quanto segue:

 

  • le richieste del Piano Nazionale per il controllo degli additivi alimentari nei prodotti alimentari risultano soddisfatte. Il controllo dei requisiti di purezza sugli additivi alimentari tal quali ha visto un incremento dei campioni raggiungendo il 90% dei campioni previsti
  • gli additivi alimentari compresi nella categoria funzionale dei conservanti rappresentano le sostanze maggiormente ricercate, elemento positivo alla luce della loro importanza tecnologica nel preservare la salubrità degli alimenti
  • la percentuale delle determinazioni analitiche dei coloranti è rimasta invariata, mentre è aumentata la percentuale di quelle degli edulcoranti, elemento positivo alla luce degli aumentati consumi di prodotti alimentari a ridotto contenuto energetico
  • la percentuale maggiore di NC (59%) è riconducibile all’uso illegale di additivi alimentarinei prodotti di origine animale, al fine di prolungarne la shelflife. Questo dato evidenzia la necessità di prevedere un controllo adeguato delle possibili pratiche fraudolente finalizzate al prolungamento artificiale (potenzialmente pericoloso) del tempo di vita commerciale degli alimenti
  • i requisiti di purezza (metalli pesanti) degli additivi alimentari sono risultati sempre conformi alla normativa
  • la percentuale riscontrata di prodotti non conformi nel 2018 è pari a 1,1% e pertanto è leggermente diminuita rispetto agli anni precedenti (2% nel 2015; 1.3% nel 2016; 1.5 % nel 2017);

Alla luce delle risultanze sinteticamente sopra elencate il sistema di categorizzazione del rischio utilizzato nel Piano, basato prevalentemente su indicatori di carattere valutativo/tossicologico, appare sostanzialmente adeguato. Inoltre complessivamente l’utilizzo degli additivi alimentari nelle diverse filiere di produzione avviene conformemente ai regolamenti ed in modo controllato.

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