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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Notizie»Sicurezza alimentare, salute degli animali e controlli ufficiali. Le nuove regole della Commissione Ue presentate a Roma
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    Sicurezza alimentare, salute degli animali e controlli ufficiali. Le nuove regole della Commissione Ue presentate a Roma

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche28 Giugno 2013Nessun commento8 Minuti di lettura
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    1111commissione ueLa normativa Ue che disciplina attualmente la catena alimentare consta di quasi 70 atti legislativi. Il pacchetto di riforme proposto ridurrà la normativa a 5 atti legislativi e diminuirà la burocrazia cui sono soggetti agricoltori, allevatori e operatori del settore alimentare (produttori, trasformatori e distributori), così da agevolare lo svolgimento delle loro attività professionali. Una regolamentazione più intelligente per alimenti più sicuri: la Commissione propone un pacchetto normativo fondamentale per modernizzare, semplificare e rafforzare la catena agroalimentare in Europa che sono stati presentati ieri a Roma. Una serie di provvedimenti per rafforzare l’applicazione delle norme in tema di salute e sicurezza lungo tutta la catena agroalimentare.

    Le proposta, deliberata dalla commissione Ue lo scorso maggio è stata presentata ieri a Roma presso la Sala Natali della Rappresentanza in Italia della Commissione europea da Alberto Laddomada e Carmen Garau, capi unità della Direzione generale Salute e Consumatori.

    Il pacchetto normativo risponde alla necessità di semplificare la legislazione e adottare norme più intelligenti che permettano di ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori come pure la complessità della regolamentazione vigente. Particolare considerazione meritano le ripercussioni di tale normativa su PMI e microimprese, che vengono esonerate dagli elementi più costosi e complessi della legislazione.

    La normativa dell’UE che disciplina attualmente la catena alimentare consta di quasi 70 atti legislativi. Il pacchetto di riforme proposto ridurrà l’intera normativa UE a 5 atti legislativi e diminuirà la burocrazia legata a processi e procedure cui sono soggetti agricoltori, allevatori e operatori del settore alimentare (produttori, trasformatori e distributori), così da agevolare lo svolgimento delle loro attività professionali.

     “Con oltre 48 milioni di lavoratori e un valore di circa 750 miliardi di euro all’anno, il settore agroalimentare rappresenta il secondo settore dell’economia dell’Unione europea in ordine di grandezza – ha specificato  Laddomada che ha in ogni caso rimarcato come “l’Europa gode dei livelli di sicurezza alimentare più elevati a livello mondiale. Il recente scandalo legato alla carne di cavallo ha dimostrato tuttavia che esistono ancora margini di miglioramento, benché non si siano verificati rischi per la salute. Il pacchetto di riforme proposto arriva in un momento propizio poiché dimostra che il nostro sistema è in grado di fronteggiare le sfide e di tradurre in pratica alcuni degli insegnamenti ricavati dalle recenti esperienze. In sintesi il pacchetto consente di dotarci di regole più intelligenti per alimenti più sicuri”.

    Il pacchetto normativo della Commissione sarà esaminato da altre istituzioni europee, tra cui il Parlamento europeo ed il Consiglio, che prenderanno posizione in materia a tempo debito. Allo stadio attuale si può prevedere che il pacchetto normativo entrerà in vigore nel 2016.

    In particolare, durante la conferenza sono state esaminate le quattro proposte incluse nel pacchetto:

    -salute degli animali

    -regole fitosanitarie

    -materiali da riproduzione delle piante

    -controlli ufficiali

    Controlli ufficiali

    La Commissione ha riconosciuto l’esigenza di rendere più efficaci gli strumenti a disposizione delle autorità competenti degli Stati membri per verificare sul campo il rispetto della normativa dell’UE (attraverso controlli, ispezioni e prove).

    I recenti scandali alimentari hanno dimostrato ancora una volta la necessità di iniziative più efficienti delle autorità responsabili per tutelare contemporaneamente i consumatori e gli operatori onesti dai rischi, anche economici, che possono derivare dalla violazione delle norme lungo tutta la catena agroalimentare.

    Le nuove regole rispecchiano un’impostazione maggiormente basata su criteri di gestione del rischio e consentono quindi alle autorità competenti di concentrare le proprie risorse sulle questioni e sui problemi più rilevanti.

    Il vigente sistema di tasse destinate a finanziare l’attuazione effettiva di tali controlli in un sistema che sia sostenibile lungo tutta la catena agroalimentare verrà esteso ad altri settori di tale catena, che attualmente non vi sono soggetti.

    Al fine di proteggere la loro concorrenzialità, le microimprese saranno esonerate dall’obbligo di pagare tali tasse, ma non da quello relativo ai controlli.

    Agli Stati membri verrà anche richiesto di integrare pienamente i controlli antifrode nei rispettivi piani nazionali di sorveglianza, nonché di garantire che le sanzioni pecuniarie imposte nei casi di frode si prefiggano veramente finalità dissuasive.

    Sanità animale

    Il pacchetto normativo introdurrà un unico testo legislativo per la disciplina della salute degli animali nell’UE fondato sul principio “prevenire è meglio che curare”.

    La nuova disciplina intende migliorare le norme in tema di sanità animale e prevede un sistema comune più efficace di sorveglianza e controllo delle malattie per far fronte ai rischi inerenti alla salute e alla sicurezza di alimenti e mangimi in modo coordinato.

    La maggiore efficacia di tale sistema, associata ad un miglioramento delle norme in tema di identificazione e registrazione degli animali, permetterà a tutti coloro che lavorano per proteggere la nostra catena agroalimentare, tra cui agricoltori e veterinari, una rapida capacità di reazione per limitare la diffusione delle malattie, minimizzando in questo modo le ripercussioni sul bestiame e sui consumatori.

    La nuova disciplina della salute animale prevede inoltre una classificazione e una graduatoria di priorità per le malattie che richiedono un intervento a livello di UE, rendendo così possibile un’impostazione più orientata alla gestione dei rischi ed un uso più efficace delle risorse.

    La normativa prevede un grado di flessibilità sufficiente per adeguare le misure in tema di sanità animale sia ai tipi ed alle dimensioni delle diverse strutture (ad esempio PMI, strutture a scopo ricreativo, ecc.) sia alle diverse circostanze locali, in particolare per quel che riguarda le prescrizioni in tema di registrazione e autorizzazione delle strutture, nonché di detenzione di animali e di prodotti.

    Ad un livello più ampio la normativa richiede la solidità e la flessibilità necessarie per garantire una risposta efficace da parte di tutta l’Unione in caso di cambiamenti climatici significativi, fornendoci così gli strumenti per far fronte a rischi nuovi e sconosciuti e per adeguarci rapidamente ai nuovi progressi scientifici ed alle norme internazionali in materia.

    Salute delle piante

    Il valore annuale delle colture nell’Unione europea ammonta a 205 miliardi di euro. Senza la tutela garantita dalla normativa in tema di salute delle piante tale settore subirebbe gravi danni economici.

    L’agricoltura, le foreste ed il patrimonio naturale dell’Europa sono minacciate da parassiti e malattie delle piante. La presenza di nuove specie nocive è aumentata in seguito alla globalizzazione del commercio ed al cambiamento climatico.

    Per evitare la diffusione di nuovi parassiti nell’Unione e per tutelare sia i coltivatori che il settore forestale la Commissione propone dipotenziare la disciplina vigente in tema di salute delle piante.

    Ne deriva una maggiore attenzione ai flussi commerciali ad alto rischio provenienti da paesi terzi e un miglioramento della tracciabilità del materiale vegetale nel mercato interno.

    La normativa introduce inoltre meccanismi più efficaci di sorveglianza e di eradicazione precoce dei focolai di nuove specie di parassiti e prevede una compensazione economica per i coltivatori danneggiati da tali organismi nocivi da quarantena.

    Materiale riproduttivo vegetale (sementi comprese)

    Il 60% del valore delle esportazioni di sementi a livello mondiale proviene dall’UE.

    La normativa prevede regole più semplici e flessibili per la commercializzazione delle sementi e di altro materiale riproduttivo vegetale, con l’obiettivo di garantire la produttività, l’adattabilità e la diversità della produzione vegetale e forestale europea e di agevolarne gli scambi commerciali.

    L’ampia scelta di materiale riproduttivo e la maggior efficacia delle prescrizioni relative alle prove contribuiranno alla tutela della biodiversità e ad una selezione vegetale che concorra ad un’agricoltura sostenibile.

    L’uso delle sementi nei giardini privati non è regolato dalla legislazione UE ed i coltivatori privati possono continuare ad acquistare qualsiasi materiale vegetale ed a vendere le loro sementi in piccole quantità. La normativa chiarirà inoltre che qualsiasi coltivatore non professionista (ad esempio quelli privati) può scambiare sementi con altri privati senza essere soggetto all’applicazione delle norme del regolamento in esame.

    La nuova normativa mira ad introdurre una scelta più ampia per gli utilizzatori, che comprenda nuove varietà migliorate e controllate, materiale non rientrante nella definizione delle varietà (materiale eterogeneo), varietà tradizionali e materiale per mercati di nicchia.

    In linea con il programma della Commissione per il miglioramento della legislazione, le nuove regole prendono tuttavia in considerazione il tipo di materiale, le condizioni di produzione e le dimensioni delle strutture imprenditoriali coinvolte. Per questo motivo le regole che disciplinano le varietà tradizionali ed il materiale eterogeneo prevedono solamente obblighi di registrazione ridotti. Tali categorie sono esonerate dagli obblighi di prova e da altre prescrizioni previste dalla normativa.

    Gli oneri amministrativi sono stati inoltre ridotti per le microimprese, che possono commercializzare qualsiasi tipo di materiale come “materiale per mercati di nicchia” senza obbligo di registrazione.

    Le microimprese sono altresì di norma esonerate dalle spese di registrazione.

    Proprio l’esenzione per le microimprese con meno di 10 dipendenti e massimo 2mln di euro di fatturato, però, è tra i temi caldi che si annidano intorno al nuovo regolamento. In quanto questo esonero sarà pagato dagli stati, che in questo periodo di crisi hanno però scarsa disponibilità di risorse. Altra questione calda riguarda

    28 giugno 2013 – Quotidiano sanità 

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