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Silvia, dall’università ai monti della Lessinia. «Da cinque anni allevo cani, pecore e agnelli da compagnia»

Un grande rustico in contrada Vanti a quasi 1100 metri di altitudine. Un posto tranquillo, per non dire isolato, sopra Velo Veronese. Manca il nonno un po’ burbero, ma poi ci sono il cane, (a dire la verità ce ne sono 11 più una ventina di cuccioli), le pecore e le caprette. E lei non è Heidi, ma Silvia Montanaro. Nessuna istitutrice l’ha mandata a vivere lassù, ma ha scelto di allontanarsi dalla città dopo gli studi in Lingue (che si completeranno tra non molto), per dedicarsi a una vita che segua i ritmi della natura e dell’allevamento, anche errabondo, di greggi e cani da pastore in alta Lessinia. Qui, da cinque anni, c’è la sua azienda agricola che ha battezzato Stato Brado. «Ho lasciato la città – racconta – per tornare alle mie origini, visto che di cognome faccio Montanaro e perché questi sono i luoghi della mia infanzia. Studiavo lingue con l’obiettivo di insegnare, ma la passione per la montagna e gli animali ha prevalso». E così oggi che ha 28 anni, si trova a gestire un gregge di 60 pecore brogne (razza autoctona della Lessinia) da cui ricava latte, formaggi e lana. L’attività di pastora le permette di sostenere il suo progetto che è quello di avviare un vero e proprio allevamento, unico nella zona, di cani del Lagorai, animali adatti per guidare le greggi, e di Griizot della Lessinia che, invece, vengono utilizzati per le mandrie di mucche. Le pecore, quindi, servono per fornire materie prime, ma anche come «scuola» per i cani che nei terreni di contrada Vanti vanno a lezione ed imparano a come si governa un gregge. Ma non solo. Ogni anno una decina di agnellini viene allevato per essere trattato come animale da compagnia. «È ancora una cosa poco diffusa, ma i cuccioli sono speciali, intelligenti, affettuosi e puliti. Possono vivere in una casa con giardino, in compagnia di persone, cani e gatti. Possono essere compagni ideali per bambini e anziani, anche per la pet therapy e tranquillamente si possono portare in giro al guinzaglio». Sul sito dell’azienda agricola è possibile richiedere un agnellino in adozione.

L’idea di Silvia, che nel frattempo è diventata consigliere di Cia Verona, però, è quella di far evolvere il progetto di Stato Brado. L’obiettivo è costruire un vero e proprio centro multifunzionale per cani. Nel corso di quest’anno completerà l’acquisizione dei terreni e della casa fino ad oggi presi in affitto e così potrà concretizzare le sue idee. «Ho in mente un grande centro per cani – racconta – con piscina e aree per le varie attività. Poi vorrei aderire alle iniziative delle fattorie didattiche e fare un grest estivo. Infine c’è l’idea di aprire un agriturismo: ho 4 stanze dove gli ospiti possono venire con i loro cani. Credo in un lavoro ecosostenibile e nella protezione della natura e di un territorio, quello dei cimbri della Lessinia, meraviglioso e ricco di tradizioni, che vanno tenute vive».

Il Corriere del veneto – 18 febbraio 2018

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